Notti d’estate

Nell’ambito della rassegna “Notti d’estate 2019” v’invito all’incontro letterario nel quale presenterò la mia raccolta poetica “Sospensione”, mentre lo scrittore Sandro Orlandi presenterà il suo romanzo “Dove il sole non sorge”, entrambi i testi sono editi dalla Casa Editrice Antipodes. Saremo entrambi presenti, illustrando le nostre rispettive pubblicazioni con un reading, la proiezione di video e l’incontro con il pubblico presente. Presentazione del Direttore del MIDAC Alfonso Caputo.

Domenica 22 settembre, alle ore 18,00

Ex Chiesa di San Sebastiano, Centro storico di Belforte del Chienti (MC)

Maristella Angeli

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Published in: on settembre 19, 2019 at 18:39  Comments (4)  

Chiedo

chiedo un ponte
per innocenti
nella giusta posizione
un ponte dei miracoli
per non spiegare le ali
un dio dell’assistenza
una mano grata
uno stabile cavalcavia
dove scivoli la via
della sicurezza umana

(E’ CHIEDERE TROPPO?)

Chiedo una via vera
una giustizia
una preghiera
per non inciampare
nel dolore…
(non ho più parole)

Aurelia Tieghi

Published in: on settembre 19, 2019 at 07:22  Comments (6)  

L’uva acerba

Il grillo è ridiventato parlante.
Muto fino a quando gli è convenuto,
pur assistendo al valore perduto
del suo movimento pietra fondante.
Ora, che l’ex alleato rampante
si propone come capo assoluto,
snobba chi finora l’ha sostenuto:
voilà la retorica petulante.
Scoperto ora con chi erano alleati?
È una pura e cinica finzione.
Quanti rospi hanno finora ingoiati
pur di tenere la posizïone
con tenacia allo scranno abbarbicati.
Chi crederà a questa conversione?

Umberto Marinello

Published in: on settembre 19, 2019 at 07:12  Lascia un commento  

La notte

LA NOCHE

¿Qué es la noche? –uno se pregunta hoy y siempre.
La noche, una revelación no revelada.
Acaso un muerto poderoso y tenaz,
quizá un cuerpo perdido en la propia noche.
En realidad, una hondura, un espacio inimaginable.
Una entidad tenebrosa y sutil, tal vez parecida al cuerpo que
te habita,
y que sin duda oculta muchas claves de la noche.

Cuando pienso en el misterio de la noche, imagino el misterio
de tu cuerpo,
que es sólo una manera de ser de la noche;
yo sé de verdad que el cuerpo que te habita no es sino la oscuridad
de tu cuerpo;
y tal oscuridad se difunde bajo el signo de la noche.
En las infinitas concavidades de tu cuerpo, existen infinitos
reinos de la oscuridad;
y esto es algo que llama a la meditación.
Este cuerpo, cerrado, secreto y prohibido; este cuerpo, ajeno
y temible.
y jamás adivinado, ni presentido.
Y es como un resplandor, o como una sombra:
sólo se deja sentir desde lejos, en lo recóndito, y con una soledad
excesiva, que no te pertenece a ti.
Y sólo se deja sentir con un pálpito, con una temperatura,
y con un dolor que no te pertenecen a ti.
Si algo me sobrecoge, es la imagen que me imagina, en la distancia;
se escucha una respiración en mis adentros. El cuerpo respira
en mis adentros.
La oscuridad me preocupa –la noche del cuerpo me preocupa.
El cuerpo de la noche y la muerte del cuerpo, son cosas que me preocupan.

Y yo me pregunto:
¿Qué es tu cuerpo? Yo no sé si te has preguntado alguna vez
qué es tu cuerpo.
Es un trance grave y difícil.
Yo me he acercado una vez a mi cuerpo;
y habiendo comprendido que jamás lo había visto, aunque lo
llevaba a cuestas,
le he preguntado quién era;
y una voz, en el silencio, me ha dicho:
Yo soy tu cuerpo que te habita, y estoy aquí, en
las oscuridades, y te duelo, y te vivo, y te muero.
Pero no soy tu cuerpo. Yo soy la noche.

§

Che cos’è la notte? – ci si chiede oggi e sempre.
La notte, una rivelazione non rivelata.
Forse un morto possente e tenace,
forse un corpo perduto nella stessa notte.
In realtà, una profondità, uno spazio inimmaginabile.
Una entità tenebrosa e sottile, forse somigliante
al corpo che ti abita,
e che senza dubbio occulta molte chiavi della notte.

Quando penso al mistero della notte, immagino
il mistero del tuo corpo,
che è solo un modo di essere la notte;
io so davvero che il corpo che ti abita non è altro
che l’oscurità del tuo corpo;
e questa oscurità si diffonde sotto il segno della notte.
Nelle infinite concavità del tuo corpo, esistono
infiniti regni d’oscurità;
ed è qualcosa che chiama alla meditazione.
Questo corpo, chiuso, segreto e proibito;
questo corpo straniero e temibile,
e mai presagito né presentito.
Ed è come un bagliore, o come un’ombra:
solo si lascia sentire da lontano, nel recondito,
e con una solitudine eccessiva, che non ti appartiene.
E solo si lascia sentire con un palpito, con una temperatura,
e con un dolore che non ti appartiene.

Se qualcosa mi sorprende, è l’immagine che mi immagina,
nella distanza;
si sente un respiro dentro di me.
Il corpo respira dentro di me.
L’oscurità mi preoccupa – la notte del corpo mi preoccupa.
Il corpo della notte e la morte del corpo,
sono cose che mi preoccupano.

E io mi chiedo:
Che cos’è il corpo? Io non so se ti sei chiesto
una volta che cos’è il tuo corpo.
È un frangente grave e difficile.
Io mi sono avvicinato una volta al mio corpo;
e avendo capito che non lo avevo mai visto,
anche se lo portavo addosso,
gli ho chiesto chi era;
e una voce, nel silenzio, mi ha detto:

Io sono il corpo che ti abita, e sono qui, nell’oscurità, e ti
dolgo, e ti vivo, e ti muoio.
Ma non sono il tuo corpo. Io sono la notte.

JAIME SÀENZ

Published in: on settembre 19, 2019 at 06:50  Lascia un commento