Donna sola in cammino

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Scomodo rischio è questo
in un mondo ancora tutto al maschile.
Dietro a ogni angolo ti aspettano
in agguato incontri vuoti.
E percorri vie che ti trafiggono
con sguardi curiosi.
Donna sola in cammino.
Essere inerme
è la tua unica arma.

Tu non hai mutato alcun uomo
in protesi per sostenerti,
in tronco d’albero per appoggiarti,
in parete – per rannicchiarti al riparo.
Non hai messo il piede su alcuno
come su un ponte o un trampolino.
Da sola hai iniziato il cammino,
per incontrarlo come un tuo pari
e per amarlo sinceramente.

Se arriverai lontano,
o infangata cadrai,
o diventerai cieca per l’immensità
non sai, ma sei tenace.
Se anche ti annientassero per strada,
il tuo stesso partire
è già un punto d’arrivo.
Donna sola in cammino.
Eppure vai avanti.
Eppure non ti fermi.
Nessun uomo può
essere così solo
come una donna sola.
Il buio davanti a te cala
una porta chiusa a chiave.
E non parte mai, di notte
la donna sola in cammino.
Ma il sole come un fabbro
schiude i tuoi spazi all’alba.

Tu cammini però anche nell’oscurità
e non ti guardi intorno con timore.
E ogni tuo passo
è un pegno di fiducia
verso l’uomo nero
col quale a lungo ti hanno impaurita.
Risuonano i passi sulla pietra.
Donna sola in cammino.
I passi più silenziosi e arditi
sulla terra umiliata,
anche lei
donna sola in cammino.

BLAGA NIKOLOVA DIMITROVA

Published in: on ottobre 3, 2019 at 07:21  Lascia un commento  

Velocità di Einstein

Velocità di pensieri a razzo
uscite nello spazio
a riparare orbite e astronavi
mercantili carghi dei sogni
seminati dall’umanità dei cieli
scoppi nella notte
buio eterno senza rifrazioni
luci ed astri spenti ad illuminar sentieri
e guerre tra le stelle
iperluce scissione di molecole
velocità dell’amore
che non pensa ai confini dello spazio.

Enrico Tartagni

Published in: on ottobre 3, 2019 at 07:10  Lascia un commento  

Pioggia

Quando non piove, come ora
che non piove da mesi
quando è luce fissa sul balcone
come ora che è luce velata e spenta
senza vibrazioni sul bianco delle lenzuola
l’aria desiderante sogna il viaggio dove sia
tormenta e acqua, desiderio febbrile
o acqua lunga che leghi cielo e terra
che affondi i semi,
lucidi le foglie
lenta s’immerga nella sabbia
acqua desiderante che scorra lenta fino
lì alla cosa grande, l’immenso senza nome
la luce incendiaria dell’altrove che allarga i giorni.

Rosalba Casetti

Published in: on ottobre 3, 2019 at 07:09  Lascia un commento