Finalmente

Ora puoi proprio stare sereno,

anche se non so quanto il presidente;

ora potrai parlare alla tua gente

senza tema di dover venir meno.

 

Ora i dissensi puoi smussare almeno,

puoi lavorare con cuore e mente

per chi è rimasto quasi senza niente

e che per te porta fiducia in seno.

 

Ora potrai portare il tuo partito

ad essere quel faro di speranza.

Per troppo tempo un popolo tradito

 

ha subito gravi torti ad oltranza

senza che nessuno muovesse un dito.

Tocca a te, ora, riaprire la danza.

 

Umberto Marinello

Published in: on ottobre 6, 2019 at 07:42  Lascia un commento  

Caffè

Di questo tavolino al caffè,
dove nei pomeriggi invernali brillava
un giardino di brina,
sono rimasto io solo.
Potrei entrare, se volessi,
e tamburellando con le dita nel freddo vuoto
convocare le ombre.

La nebbia d’inverno sul vetro è la stessa,
ma non entra nessuno.
Il mucchietto di cenere,
la macchia di putredine coperta dalla calce
non si toglie il cappello, non dice allegramente:
Prendiamoci una vodka.

Incredulo tocco il marmo freddo,
incredulo tocco la mia mano:
è così – io sto nel divenire della storia
e loro sono chiusi ormai per tutti i secoli
nel loro ultimo detto, nel loro ultimo sguardo.
Lontani, come l’imperatore Valentiniano,
come i duci dei Massageti, di cui non si sa nulla
sebbene sia passato solo un anno, o due, o tre.

Posso ancora fare il boscaiolo nel lontano nord,
parlare da una tribuna o girare un film
con metodi che loro non hanno conosciuto.
Posso scoprire il sapore che ha la frutta delle isole oceaniche,
farmi fotografare vestito come usa nella seconda metà del secolo.
Ma loro ormai per sempre sono ridotti a busti in jabot e frac
di un mostruoso Larousse.

Pure talvolta, quando il crepuscolo colora i tetti della povera via,
e fisso il cielo – vedo là, tra le nuvole,
un tavolino che oscilla. Il cameriere volteggia col vassoio,
e loro mi guardano scoppiando a ridere.
Perché ancora non so come si muore per crudele mano di un uomo.
E loro lo sanno, lo sanno bene.

CZESŁAW MIŁOSZ

Published in: on ottobre 6, 2019 at 07:29  Comments (1)  

Era una stella

Il cielo di tuoi baci

nel cuore delle notti

era un incanto,

il sorriso degli occhi

era una stella

caduta sul mio cuore,

leniva increspature

della pelle …

a velo di frammenti

gli spiragli

hanno scoperto

intrighi

dietro il velo

sospeso di parole,

ora sogni

hanno smesso di sognare,

 il tuo pudore

una bugia

coperta

corazze di parole 

la porta spalancata

edita avvezza

agli ospiti d’onore.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 6, 2019 at 07:23  Comments (3)