Le ombre di Platone

Ho visto i figli degli dei minori
farsi preghiera di ritorno
per piccole felicità di corpi muti
e non posso capire
se vivere per vivere
mi basterebbe per voler esistere
sbaglio perché non so, mi dicono
_e forse hanno ragione_
io non vorrei che il mondo
mi fosse irraggiungibile

ho vissuto la fuga dal dolore
dissero che fui debole
che nessuna ferita la giustifica
e che di cuori persi ed ossa rotte
è pieno il mondo
_e forse hanno ragione_
a me restano i dubbi da caverna
i pensieri dispotici
l’incolpevole notte che ha la meglio
sulle nebbie del giorno

dovrei imparare a vivere
da chi sa contentarsi delle rocce

Cristina Bove

Published in: on ottobre 8, 2019 at 07:37  Comments (2)  

Risveglio

DESPERTAR

¡Quisiera  siempre ser para ti, vida,

como la flor, que tras la noche

del atesorador sueño infinito

de sus hojas cerradas,

da, en un punto, al abrirse con el día,

toda la esencia de su sueño!

¡ Ay, afán verde y fresco,

fuego de mi pasión por lo futuro,

amor de porvenires,

que un  día habéis de ser pasados, ay!

-¡Dejado goce solo y melancólico,

como un proscrito, negro contra el mar de llamas!

¡Roca antigua, lugar del alma en pena!-

..¡Pasados como este que odio, sin poder matarlo;

por donde mis recuerdos

andan, sí, vivos, però igual que mariposas tristes

por ruinas que son ruinas hoy!

§

Vorrei essere sempre per te, vita,

come il fiore, che durante la notte

dal sogno infinito di tesori

delle sue foglie chiuse,

dona, in un momento, aprendosi col giorno,

tutta l’essenza del suo sogno!

Ahimè, ansia verde e fresca,

fuoco della mia passione per il futuro,

amore per l’avvenire,

che un giorno sarete per forza, ahimè, passati!

-Piacere lasciato solo e malinconico,

come bandito, nero contro il mare di fiamme!

Rocca antica, luogo d’anima in pena! –

…Passati come questo che odio, senza poterlo spegnere;

dove i miei ricordi

vanno, sì, vivi, ma come farfalle tristi

per rovine che oggi sono rovine!

 

JUAN RAMÒN JIMÈNEZ

Published in: on ottobre 8, 2019 at 07:34  Comments (1)  

La piazzetta

Una poltrona rosa è parcheggiata dietro l’angolo,
una vecchietta vende castagne a primavera,
c’è chi mangia mazzi di violette avariati,
la piccola fiammiferaia fa i conti con ombre di spiccioli
e la portinaia origlia alla finestra.

La mia piazzetta è sempre in scena
con i fasci di peperoncini a seccare
e la sedia di paglia sulla soglia
pronta a chiacchierare mentre
lavora la maglia.

A volte sa di caffè, a volte di cavolfiori
e di notte cerca la pioggia
per lucidare il pavimento.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 8, 2019 at 07:15  Lascia un commento