Sì, una volta con rabbia

Sì, una volta – con rabbia
Vergogna quasi ringhiando
I dolci nomi osceni –
Che non poteva dirsi per amore
Ricolmante sospiro dell’assenza
Ma di morsi assediandovi mentale
Per sfregio e penitenza
Per vile affanno sulla vana via
Dell’annusato odore
Madore vostro di profusi seni –
Proprio così l’ho fatto
Dovreste avermi sentito
Non fosse che nell’attimo distratto
Sul vello sfiorando un dito

GIOVANNI GIUDICI

Published in: on ottobre 12, 2019 at 07:23  Lascia un commento  

Strada

Strada
aspettami
arrivo da te
ad ogni ventata sconfinata
mi togli quel non so che
quell’affanno

L’azzurro e il mare ti affiancano
affetto e passione vincono
Corro spesso là tra
i sogni agognati, illuminati
come presepi

Strada
ti rincorro innamorata
sopra quella volta inebriata
dalla tua meta.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 12, 2019 at 07:09  Lascia un commento  

La zonta

Su tute le strade
de mile contrade
gh’è gambe che core
che core, che core.

Fadighe e fadighe
de pore formighe
che tase, che móre.

L’è aqua che passa
che sensa na trassa
finisse nel mar.

De tante speranse
de tanto penar
no resta somense
ma solo ilusioni
de ‘n mucio de sogni.

De tuta sta zente
no resta pu gnente
en gnente de gnente.

Passiensa, l’è stesso
perché quel che conta
l’è vìver adesso.
O vuto la zonta?

§

L’aggiunta

Su tutte le strade
di mille contrade
ci sono gambe che corrono,
che corrono, che corrono.

Fatiche e fatiche
di povere formiche
che tacciono, che muoiono.

È acqua che passa
che senza lasciare traccia
finisce nel mare.

Di tante speranze
di tanto penare
non restano sementi
ma solo illusioni
di un mucchio di sogni.

Di tutta questa gente
non resta più niente
un niente di niente.

Pazienza, è lo stesso
perché quello che conta
è vivere adesso.
O vuoi l’aggiunta?

Bruno Castelletti

Published in: on ottobre 12, 2019 at 07:01  Comments (1)