Merda

Ha ragione la Poetessa Merini quando dice che è proprio tanta.

E gira in giacca e cravatta oppure in pelliccia.

Qualcuna la eviti, altri li saluti.

Altri ancora hanno talmente modificato le foto che non le riconosci

e passi pure per maleducato.

Vivono bene, si riconoscono tra di loro.

Spesso pensano che sei tu quello che loro sono.

Attaccano per difendersi.

Sempre si credono nel giusto.             

Sporcano in giro anche solo con il pensiero.

Da evitare.

Sto scrivendo di…merda.

 

Maria Attanasio

Published in: on ottobre 17, 2019 at 07:46  Comments (4)  

Granaio

GRANERO

Quiero dormir en el granero; en el granero
de vigas añosas y paredes de barro.
Que estén cerca de mí las herramientas que conocen la tierra.
Que duerman junto a mí las trenzas del verano,
llenas de ajos y cebollas. Que el pasto seco
y la leña cortada me despierten con su aliento en la noche.
Quiero dormir sobre la piel de un puma muerto por un antepasado.
Quiero dormir sobresaltado por sombras y miradas antiguas.
Que mis perros me despierten ante cada fruto que caiga.
Que el oído profundo de mi caballo, echado junto a mí,
me lleve por todos los caminos como a un jinete dormido.
Que los nudos de la madera me atisben en la sombra.
Que las frutas puestas a secar me toquen entre sueños.
Que aniden sobre mí las lechuzas centenarias,
y sus ojos sean la única lámpara encendida
para escudriñar en las tinieblas.
Quiero acechar los cambios de la noche,
no con miedo a la muerte, pero sí con asombro doloroso
ante lo que brota misteriosamente o se transforma de súbito,
o cambia de lugar en el otoño,
como los frutos y los árboles que después de cortados
siguen maturando y respirando en el granero.
Porque en la noche se llenan los cántaros más anchos,
se colorean los plumajes, los minerales se despiertan,
las bestias se humanizan, los árboles se tocan.
Y los ríos alargan sus manos infitas,
y la montaña abre sus puertas de oro,
y los vientos golpean sus alas oceánicas
para bajar a los que mueren y subir a los que nacen,
del fuego al agua,
del agua a la piedra,
de la piedra a resonar y a encenderse nuevamente.

§

Voglio dormire nel granaio; nel granaio
di travi annose e pareti di fango.
Che mi stiano vicini gli arnesi che conoscono la terra.
Che mi dormano vicino le trecce dell’estate,
piene di aglio e di cipolle. Che il fieno secco
e i pezzi di legna mi sveglino col loro alito di notte.
Voglio dormire sulla pelle d’un puma ucciso da un antenato.
Voglio dormire assalito da ombre e sguardi antichi.
Che i miei cani mi sveglino ad ogni frutto che cade.

Che l’udito profondo del mio cavallo, sdraiato accanto a me,
mi porti per tutti i sentieri come un cavaliere addormentato.
Che i nodi del legno mi osservino nell’ombra.
Che la frutta messa a seccare mi tocchi nel dormiveglia.
Che s’annidino su me le civette centenarie,
e i loro occhi siano l’unica lampada accesa
a scrutare le tenebre.
Voglio spiare i cambiamenti della notte,
non per la paura della morte, ma bensì con stupore doloroso
di fronte a ciò che germoglia misteriosamente
o si trasforma all’improvviso,
o cambia posto in autunno,
come i frutti e gli alberi che già tagliati
continuano a maturare e a respirare nel granaio.
Perchè di notte si riempiono le anfore più ampie,
si colorano i piumaggi, i minerali si svegliano,
le bestie diventano umane, gli alberi si toccano.
Ed i fiumi allungano le loro mani infinite,
e la montagna apre le sue porte d’oro,
e i venti sbattono le loro ali oceaniche
per far scendere chi muore e far salire chi nasce,
dal fuoco all’acqua,
dall’acqua alla pietra,
dalla pietra a risuonare e ad accendersi di nuovo.

EFRAÍN BARQUERO

Published in: on ottobre 17, 2019 at 07:43  Lascia un commento  

Amala

Amala, ti prego,
lei ha bisogno di te,
non farle mancare amore e affetto,
stringila forte al petto.
Trasmetti sol le tue emozioni,
falle sentir calore
dalle letizia e gioia con ardore,
I sentimenti tuoi
come dei panni stendi,
coccole e tenerezze in abbondanza spendi.
L’amor tuo lei non lo vede,
per questo cerca me,
come un cieco nel buio tu l’abbandoni,
perché per te lo tieni e non lo doni?
Se tu lo fai sgorgare,
come un’acqua fresca di fontana
la sete sazierà,
non si rifuggerà nella mia tana!
Tu la esponi,
stupidamente la induci al tradimento,
l’inganno come sempre coglierà
di chi la usa, di chi di certo lei non amerà.
Amala, senti me,
e sono certo che coglierai affezione,
lei ti darà del bene, devozione.
Ma se i suoi occhi
dovessero ancora lacrimare
per la sterile tua stupidità
io ancor ritornerò,
io, che davvero l’ho saputa amare,
perchè l’amore non conosce età.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on ottobre 17, 2019 at 07:42  Comments (1)