La prima fotografia di Hitler

E chi è questo pupo in vestina?
Ma è Adolfino, il figlio del signor Hitler!
diventerà forse un dottore in legge
o un tenore dell’Opera di Vienna?
Di chi è questa manina, di chi, e gli occhietti, il nasino?
Di chi il pancino pieno di latte, ancora non si sa:
d’un tipografo, d’un mercante, d’un prete?
Dove andranno queste buffe gambette, dove?
Al giardinetto, a scuola, in ufficio, alle nozze,
magari con la figlia del borgomastro?
Bebè, angioletto, tesoruccio, piccolo raggio,
quando veniva al mondo, un anno fa,
non mancavano segni nel cielo e sulla terra:
un sole primaverile, gerani alle finestre,
musica d’organetto nel cortile,
un fausto presagio nella carta velina rosa,
prima del parto un sogno profetico della madre:
se sogni un colombo – è una lieta novella,
se lo acchiappi – arriverà chi hai a lungo atteso.
Toc, toc, chi è, è il cuoricino di Adolfino.
Ciucciotto, pannolino, bavaglino, sonaglio,
il bambino, lodando Iddio e toccando ferro, è sano.
Somiglia ai genitori, al gattino nel cesto,
ai bambini di tutti gli album di famiglia.
Be’, adesso non piangeremo mica,
il fotografo farà clic sotto la tela nera.
Atelier Klinger, Grabenstrasse, Braunau,
e Braunau è una cittadina piccola, ma dignitosa,
ditte solide, vicini dabbene,
profumo di torta e di sapone da bucato.
Non si sentono cani ululare né i passi del destino.
L’insegnante di storia allenta il colletto
e sbadiglia sui quaderni.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Published in: on novembre 3, 2019 at 07:09  Comments (3)  

Peccato

E’ un immenso peccato che le persone più interessanti siano già troppo impegnate con se stesse.

Simone Magli

Published in: on novembre 3, 2019 at 07:06  Lascia un commento  

Sulla scia di una stella cadente

Sulla scia d’una stella cadente
mi piace immaginarti quasi nuda,
solo vestita a firma prestigiosa
di un amore fiero della sua modella.
Nel posto dove tu planerai
andrò di corsa anticipando i tempi,
allestirò la tenda della seta
dentro la quale troverai l’alcova.
Prima, ti chiederò se avrai udito
i desideri espressi alla tua vista,
primo fra tutti quello più pressante
di riabbracciarti a fine giro cosmo.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 3, 2019 at 06:50  Comments (1)