Destini

MOIRES

Le travail est abime.
Oh cache-moi de moi
Qui n’ai cessé d’aimer de dévorer d’écrire:
Une cruelle goule ensorcela ma vie en des milliers de mots
Qui n’ont eu que l’écho de plomb pour espérance;
Et sans jamais changer le pleur originel,
Et sans guérir jamais le ricanement faible
De jeune homme douteur de ses labeurs formels.

§

Il lavoro è baratro. Oh, da me stesso salvami
Che non cessò di amare e divorare e scrivere;
Un genietto crudele mi stregò la vita
Con un fiume di parole che non ebbe
Altro miraggio se non l’eco del piombo;
Senza che mai mutasse il pianto originale,
Senza che mai guarisse dal debole sarcasmo
L’uomo ancor giovane che dubita
Della sua ricerca formale.

PIERRE JEAN JOUVE

Published in: on dicembre 15, 2019 at 07:11  Lascia un commento  

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