Amare è

Amare è, attraverso il corpo,
incontrare l’anima; è anche
andare per i sentieri dell’anima
alla scoperta del corpo.
Amare è mescolare l’anima al corpo,
il corpo all’anima, è ancora,
dalla punta delle dita al profondo dell’essere,
toccare, sentire e riconoscere
con la carne, con lo spirito
senza indovinare quale è preso
e quale prende, senza poter dire
chi si sveglia e chi si addormenta
dove comincia l’uno o dove l’altro finisce,
quale è vivo e quale è morto.

LILIANE WOUTERS

Published in: on gennaio 1, 2020 at 07:48  Lascia un commento  

Il poeta a secco

Oggi non mi va di scrivere.
S’è inceppata la macchinetta
del brillante mio estro.
Cosa mai sarà successo?
Ecco: a furia di poetare
mi sarò rimbambito.
Ma ho in serbo un trucchetto:
quando manca l’ispirazione
agli altrui penso fatti.
E comincia la mia mano
a correre come un fiume
rapido e impetuoso
che trasporta le sue acque
verso il mare suo amico
per avere il suo abbraccio.
E così la pace ottengo.

Nulla sfugge all’animo
mio sensibile e soave.
Scuote il mondo un terremoto?
Io soffro con la penna.
Scoppia lì una guerra?
Io combatto per la pace.
Due treni si son scontrati?
Io canto la tragedia.
Mezza Italia è bloccata
sotto un manto di neve e gelo?
Io piango i bei giorni,
e condanno l’imprudenza.
Ho visto ieri una bella donna?
Il mio cuore fa pum pum
ed esprimo il mio amore
con fraseggio manierato.
Il mio cane non sta bene?
Vi racconto le sue pene.

Se non scrivo io sto male.
È per me una droghina,
quasi come un caffè
Preoccupato, sono andato
da un emerito psicologo
che m’ha detto: – Scriva, scriva
che le passa! – E s’è beccato
duecento euro. Maledetto!

Quando vedo certe cose
– arricchirsi, impoverirsi –
scrivo scrivo ancor di più.
Il mondo è pieno d’ingiustizia.
C’è chi disse un lontano giorno:
– È più facile che un cammello
passi per la cruna di un ago
che un ricco entri nel regno di Dio! –
Non mi risulta, mi dispiace.
Questo proprio non si sa. So soltanto
che se la spassano alle tue spalle,
imbrogliandoti sorridenti
quando proprio ti va bene.
Altrimenti devi soffrire,
faticare e morir di fame.

Detto questo, ora chiudo.
Vi prometto che mai più
vi scoccerò con le mie lagne,
anche se cascasse il mondo.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 1, 2020 at 07:41  Comments (3)  

Rondini

quando le disegnavo
ero bambina chiusa nei quaderni
per farle nere calcavo la matita
talvolta fino a rompere la carta
_ci volle tempo a farmela leggera
la mano, il cuore no_

anni di soli inverni
mandarini a natale
e tutto il tempo a riparare i vuoti
le mancanze d’abbracci

non amavo giocare con le bambole
ero di pezza anch’io, dimenticata
in un cortile di finestre e muri
su cui nemmeno il cielo di partenope
faceva primavera
_la mia, colorata d’azzurro
la custodivo in fogli_
e disegnavo un punto tra le rondini
un punto-me
volare via con loro

Cristina Bove

Published in: on gennaio 1, 2020 at 07:18  Comments (1)