Lei pareva assorta

Lei pareva assorta nei suoi pensieri
camminava lasciando cadere
le ombre lunghe dei suoi capelli. 

Lei parlava d’amore 
ed io vedevo l’uomo che sarei stato
perso negli smeraldi luccicanti 
dei suoi occhi

se solo mi avesse sorriso. 

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:43  Comments (2)  

Frammento di tempesta

A PIECE OF THE STORM

From the shadow of domes in the city of domes,
A snowflake, a blizzard of one, weightless, entered your room
And made its way to the arm of the chair where you, looking up
From your book, saw it the moment it landed.
That’s all There was to it. No more than a solemn waking
To brevity, to the lifting and falling away of attention, swiftly,
A time between times, a flowerless funeral. No more than that
Except for the feeling that this piece of the storm,
Which turned into nothing before your eyes, would come back,
That someone years hence, sitting as you are now, might say:
‘It’s time. The air is ready. The sky has an opening.’

§

Dall’ombra delle cupole nella città delle cupole,
un fiocco di neve, tormenta al singolare, impalpabile,
è entrato nella tua stanza e si è fatto strada
fino al bracciolo della poltrona dove tu, alzando lo sguardo
dal libro l’hai scorto nell’attimo in cui si posava. Tutto
qui. Null’altro che un solenne destarsi
alla brevità, al sollevarsi e al cadere dell’attenzione, rapido,
un tempo tra tempi, funerale senza fiori. Null’altro
tranne la sensazione che questo frammento di tempesta,
fattosi niente sotto i tuoi occhi, possa tornare,
che qualcuno negli anni a venire, seduta come adesso sei tu, possa dire:
“È ora. L’aria è pronta. C’è uno spiraglio nel cielo”.

MARK STRAND

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:27  Lascia un commento  

Un nuovo amico?

Dal giardino il giorno prima
visto l’avevo da lontano,
un batuffol nero un micino
che lì si aggirava un po’
distratto da rumori vari,
mia moglie lo aveva poi
fotografato: oggi che più
vicino nel prato al giardin
mio s’affaccia e si presenta
io con la man cenno gli faccio
di saltare e al mio invito
corrisponde, dico a mia moglie
guarda chi c’è qui la qual poi
due ciotole qual invito mette
di croccantini l’una di manzo
dadini la seconda, quel la prima
annusa, poi il musin nell’altra
tuffa e pian piano eccol
un poco circospetto si da
a mangiare, noi sorridiamo
ma due dei miei gatti inver
cercan quello spaventare,
allontanati questi pur lui
dopo la ciotola ben nettata
s’allontana e non si capisce
poi se triste o sorridente:
s’aprò s’aprem domani poi
vedremo se sì o no trovato
in ‘sto nero puntolin un nuovo amico!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:23  Lascia un commento