Resuscitare

Un sogno?

Urlo di dolore

assopito in te

che cerca

che ascolta

che desidera

che vede

luce e buio

mescolarsi

come in un caravanserraglio

di anime morte

pronte

a resuscitare

 

Gavino Puggioni

Published in: on gennaio 15, 2020 at 07:29  Lascia un commento  

O poesia poesia poesia

O poesia poesia poesia

Sorgi, sorgi, sorgi

Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.

Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche

Guizza nello scatto e nell’urlo improvviso

Sopra l’anonima fucileria monotona

Delle voci instancabili come i flutti

Stride la troia perversa al quadrivio

Poiché l’elegantone le rubò il cagnolino

Saltella una cocotte cavalletta

Da un marciapiede a un altro tutta verde

E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram

Silenzio – un gesto fulmineo

Ha generato una pioggia di stelle

Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso

In un mantello di sangue vellutato occhieggiante

Silenzio ancora. Commenta secco

E sordo un revolver che annuncia

E chiude un altro destino

 

DINO CAMPANA

Published in: on gennaio 15, 2020 at 07:18  Lascia un commento  

Salvare la pelle

PORTARLA FORA

(Avocati e dotori)

L’è ormai na storia vecia
ma ve la conto stesso.
En giorno te m’è dito
a pian en de na recia:
stà meio en rato
en boca del to gato
de ‘n poro cristo
en man de l’avocato.
Sensa pensarghe sora
mi son nà fora drito:
no l’è per parlar mal
de tanti che conosso
e né question de onor
per via del mestier,
ma pensa a l’ospedal
e pensa al to dotor!
Vardandome de sbiesso
co l’aria da fabioco
te ghè zontà de bruto:
sa vutu dir, alora?
Che spero propri de portarla fora
mi t’ò risposto, seco.

§

(Avvocati e medici)

È ormai una storia vecchia
ma ve la racconto ugualmente.
Un giorno mi hai detto
sottovoce in un orecchio:
sta meglio un topo
in bocca del tuo gatto
di un povero cristo
nelle mani dell’avvocato.
Senza pensarci sopra
io sono uscito con queste parole senza divagare:
non è per parlar male
di tanti che conosco
e né per questioni di onore
per via del mestiere (che faccio),
ma pensa all’ospedale
e pensa al tuo medico!
Guardandomi di traverso
con l’aria da finto tonto
hai aggiunto senza tanti giri di parole:
cosa vuoi dire, allora?
Che spero proprio di salvare la pelle
io ti ho risposto, bruscamente.

Bruno Castelletti

Published in: on gennaio 15, 2020 at 06:59  Comments (1)