All’uomo toccano

All’uomo toccano due fiori,
uno lo mette sul cappello
e l’altro invece lo dà via,
li fa appassire tutt’e due.
Perciò si attrista e vagabonda
sul ponte; l’acqua, ecco, lo chiama:
scendere, no, che non ti lascio –
perde qualcosa, se ne scorda.
E ride e batte i denti – è sera:
la schiuma piaga l’acque, l’uomo
si appoggia al braccio, si addormenta,
ma sempre più diventa buio.

ATTILA JÓZSEF

Published in: on gennaio 16, 2020 at 07:06  Lascia un commento  

Un posto speciale

Il mio posto speciale
è la notte che avanza,
ladra del tempo
che ruba la luce ai ricordi,
ombra che tinge d’inchiostro
e fa di ogni stoffa preziosa
un nero inservibile cencio,
mano adunca di strega
che stende un velo crudele
a dipingere inquieti presagi
là su quell’esile tela
dove prima occhieggiava
tenera e ingenua la luna.

Fabio Sangiorgio

Published in: on gennaio 16, 2020 at 06:59  Comments (2)  

Ida

Passata l’ubriaca bellezza,
il bel sudore,
che viene sulla schiena a esibire gioventù;
conservi il pane della mitezza
il tuo migliore.
Spezzato con le mani di cedro
che, ora, hai fredde
ferite come l’osso che ha tribolato gli anni.
Come la spiga si brucia alla tempesta
si piega al vento sacro e improvviso;
anche io, madre
son fatto di natura più fragile, tua stessa.
Felicità vissuta in silenzio
men dolore, con dignità portato a conforto
con l’amore.

85 anni, auguri mamma

Massimo Botturi

Published in: on gennaio 16, 2020 at 06:56  Lascia un commento