Gli artiglieri

LOS ARTILLEROS

En este poema los artilleros están juntos.
Blancos sus rostros, las manos
entrelazando sus cuerpos o en los bolsillos.
Algunos tienen los ojos cerrados o miran el suelo.
Los otros te consideran.
Ojos que el tiempo ha vaciado. Vuelven
hacia ellos después de este intervalo.
El reencuentro sólo les devuelve
la certidumbre de su unión.

§

In questo poema gli artiglieri stanno insieme.
Pallidi i loro visi, le mani
in tasca o intrecciate ai corpi.
Alcuni hanno gli occhi chiusi o guardano a terra.
Gli altri ti esaminano.
Occhi che il tempo ha svuotato. Tornano
verso di loro dopo questo intervallo.
Solo il nuovo incontro gli restituisce
la certezza della loro unione.

ROBERTO BOLAÑO ÁVALOS

Published in: on gennaio 24, 2020 at 07:14  Lascia un commento  

Crescere…

Correva sgambettando in casa e fuori,
contento d’esser nato e crescer sano.
Vedeva illuminarglisi pian, piano
la strada di sorrisi…sogni…fiori….

E intanto era sereno ed era ricco
di amici, e per le amiche anche attraente…
Studiava ed era immerso nella gente
per cui sempre di più era un di spicco.

I primi amori – mai dimenticati –
le scelte…le passioni…il suo sentire,
in fondo a sé valori da nutrire…
La delusione nel vederli…andati…

L’amore della vita, più maturo,
gl’impegni, la famiglia, il mondo esterno…
Lo sconcio d’un politichese eterno…
Il dubbio balenante pel futuro.

Finché, adesso, è un frutto irrancidito,
con ogni fiore intorno ormai seccato…
S’è trasformato: è incredulo e smagato,
perché quel suo sperare l’ha tradito.

Il partorir filosofie del male,
insieme a un governar che solo offende,
per sé lascian l’ impronte e le prebende,
e chi non conta perde quel che vale.

Armando Bettozzi

Published in: on gennaio 24, 2020 at 07:10  Lascia un commento  

Canto dell’anima compreso

Immobile senza poter
sfiorare il suol natio.
E non guardarmi con occhi
indifferenti, né pietosi
semplicemente offrimi
silenzio urlante
d’amore e comprensione.
E se vuoi fare qualcosa
combatti per rendere
più agevole il mio cammino,
consono alla vita
che mi trovo in sorte,
per favore senza barriere odiose
ho già da convivere
con troppi, infiniti limiti.
In fondo siamo nati tutti liberi,
qui nella stanza invisibile,
indigesta di dolore
la libertà ha il prezzo
di un’alata carrozzina;
quando sono stanco
chiudo gli occhi,
mi piace sognare e….
sento che due mani calde, possenti
mi sollevano e mi portano lontano.
Ho bianche ali adesso
leggero come mai sono stato
volteggio sereno e respiro
aria profumata di stelle.
Al riparo del tetto blu immenso
lascio svanire lacrime, ansia e dolore;
sono indifeso, completamente arreso,
nel canto dell’anima, compreso.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 24, 2020 at 07:07  Comments (2)