Primavera vieni

tu che fai anelare
ed esprimere il cuore
di ogni amante
arrivi con raffiche quiete
fai sbocciare fiori
nuove foglie nascono
e attraverso la veglia
notturna, assieme al silenzio
del lago, annunci libertà
ai semi imprigionati
nella terra,
Sei risata imperiosa
sei il grido nella tempesta
liberando parole nascoste
mi pare d’udire
il cielo sussurrare alla terra
mentre al suono di
musica inudibile
le foglie dei platani
si percuotono
come battito di mani.
e la luna scambia con il lago
uno sguardo d’intesa
in un silenzio pieno di luce.

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 27, 2020 at 07:40  Lascia un commento  

Scriverò i miei versi impossibili

Scriverò i miei versi impossibili
se l’alba mi si racconterà tutta,
dal più preciso istante incustodito
in cui il buio è sazio ormai del buio,
a quello ch’è altrettanto benedetto,
quando a lei s’inchina il nuovo giorno.
Vorrò sentire senza sosta alcuna
parole e musiche delle mie canzoni,
in dolci pieghe le storie rintanate
nel solo tempo ch’adesso più non è,
momenti entusiasmanti, su nel cielo,
l’amica alba a guardare innamorati,
intendo quelli i meno fortunati
che non s’accorgono d’essere scrutati.
Scriverò i miei versi impossibili
nell’ora giusta, adatta allo specchiarsi
di cieli aranciati, azzurri e gialli
su un mare di smanie incredibili.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 27, 2020 at 07:32  Comments (1)  

Tenevo il viso

Tenevo il viso fra le palme ascoso.
Star con lui mi pareva, essergli unita
da lungo tempo, ed ei mi domandava
di quegli anni lontani, amari tanto.
Io tutto tutto gli dicevo. Alfine
tolsi le man dal viso, e nello specchio
guardai se i miei capelli erano bianchi.

ANTONIO FOGAZZARO

Published in: on gennaio 27, 2020 at 07:16  Lascia un commento