Lui nel silenzio

Sembro sola

ma quante parole diluite

nel silenzio della sera

Accanto a me lui oltre la vita

nel dilatarsi religioso

dell’assenza

Mi prende per mano e racconta

parole senza forma senza suono

Solo io capisco

Racconta un amore

diverso divino

Questo silenzio profumato

lo riporta a me

voce appena sussurrata

Amo di lui questo insolito

ritorno

chiudo gli occhi grevi di pianto

camminiamo abbracciati

lungo il viale assolato

senza fine

Nella luce riflessa ritrovo

pensieri fuggiti da quel mio

essere che non è più mio

soltanto cambiato

rinnovato come il suo

Sogni sparsi e ricordi

che chiudo gelosa nel cuore

trasformato dall’eternità

 

Giuliana Angeli

Published in: on gennaio 28, 2020 at 07:41  Comments (4)  

I boulevards

LES BOULEVARDS

Sur le trottoir flambant d’étalages criards,
Midi lâchait l’essaim des pâles ouvrières,
Qui trottaient, en cheveux, par bandes familières,
Sondant les messieurs bien de leurs luisants regards.

J’allais, au spleen lointain de quelque orgue pleurard,
Le long des arbres nus aux langueurs printanières,
Cherchant un sonnet faux et banal où des bières
Causaient, lorsque je vis passer un corbillard.

Un frisson me secoua. – Certes, j’ai du génie,
Car j’ai trop épuisé l’angoisse de la vie!
Mais, si je meurs ce soir, demain, qui le saura?

Des passants salueront mon cercueil, c’est l’usage;
Quelque voyou criera peut-être : « Eh! bon voyage! »
Et tout, ici-bas comme aux cieux, continuera.

§

Sul marciapiede fiammante di vetrine chiassose
mezzogiorno sciamava di pallide operaie
che, in capelli, trottando in frotte familiari
sondavano i signori coi loro sguardi accesi.

Sulla scia dello spleen d’un organino lamentoso,
lungo alberi nudi languidi già di primavera,
rincorrevo un sonetto falso e banale, in cui bare
conversavano, quando vidi passare un feretro.

Un brivido mi scosse. -Certo ho genio, perché
troppo ha succhiato a fondo l’angoscia della vita!
Ma se muoio stasera, chi mai saprà di me

domani? qualche passante saluterà la mia bara,
come s’usa; un monello griderà forse: «Buon viaggio»!
e quaggiù come in cielo, tutto continuerà.

JULES LAFORGUE

Published in: on gennaio 28, 2020 at 07:22  Lascia un commento  

Bussi alla porta

sei un’ombra
che tutto ascolta
poggiata s’un bastone.
Di pensieri fai scorta
tramuti in incubi
i sogni, succubi
del tuo incedere
senza mai retrocedere.
Non per te sono i dubbi
noti a tutte le creature
godi a origliare per spiare
le debolezze di chi
rimane a guardare
e non si sa difendere.
Di piacere illudi
lo trasformi in dolore
sai essere senza cuore
la porta chiudi
a chi chiede amore.
Ti si può sentire
ma mai toccare.
Il tuo peso grava
lascia con la bava
tutti lasci partire
ma nessuno arriva.
Tocca ripartire
ogni volta
e la svolta
è mettere fine
al viaggio successivo.

Antonietta Ursitti

Published in: on gennaio 28, 2020 at 07:22  Lascia un commento