Un camaleonte

camaleonte

sauro

prosapia

attagliava

a colore di partito

esperto in lingua

sconosceva prole

espletando

politica di lanci

ritirava

sapide poltiglie

inoltrando

a scrocco

nella guizza

prede di troppo

senza differenza

di bandiere.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 29, 2020 at 07:37  Comments (2)  

Oltre la spera

Oltre la spera che più larga gira
passa ’l sospiro ch’esce del mio core:
intelligenza nova, che l’Amore
piangendo mette in lui, pur su lo tira.

Quand’elli è giunto là dove disira,
vede una donna, che riceve onore,
e luce sì, che per lo suo splendore
lo peregrino spirito la mira.

Vedela tal, che quando ’l mi ridice,
io no lo intendo, sì parla sottile
al cor dolente, che lo fa parlare.

So io che parla di quella gentile,
però che spesso ricorda Beatrice,
sì ch’io lo ’ntendo ben, donne mie care.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on febbraio 29, 2020 at 07:25  Lascia un commento  

Sogno e desiderio

Sogno

desiderio

essenza del mio mare

che oggi m’ha preso

Le sue onde dolci

ma impetuose

le sue acque

abbracciate

al mio corpo inerte

silenzioso

leggero

quasi impotente

con quella natura

che mi inebriava

di colori

di emozioni

di sensazioni nuove

che solo il mio mare

mi sa dare

per sempre

 

Gavino Puggioni

Published in: on febbraio 29, 2020 at 07:07  Comments (1)  

Il silenzio della neve

Ci giunge notizia dell’uscita di una nuova silloge del nostro caro Sandro Orlandi, e ve ne diamo subito un assaggio:

“Il silenzio della neve” di Sandro Orlandi
Anno: 2020
Casa Editrice: Antipodes
Sezione: Poesia
Copertina: “L’inverno” di Maristella Angeli
Euro Prezzo: Prezzo € 7,00
Potete leggere qui le prime dodici pagine:
http://www.antipodes.it/prodotti/scheda-prodotto.asp?id=223

In questa raccolta di poesie si percepiscono note di sentimento, vibrazioni e forti emozioni. I versi rintoccano il tempo, aprono a visioni estatiche, stati d’animo, ricordi, momenti di vita intensi, dove eventi, affetti, legami, scoramenti, drammi e amore si alternano in una visione poetica intimista. Il verso è armonico, lega a sé note che non si trovano in uno spartito, perché racchiuse nell’animo dell’autore: fiori e natura, canti di uccelli che inducono alla quiete, alla riflessione. Poesie con impennate forti e toccanti, cromie che dipingono paesaggi innevati con un silenzio colmo di sentimenti che rimbomba come un cuore che palpita per farsi ascoltare. Il poeta tesse trame come fili di seta sottili, impalpabili, che sfiorano come una carezza, versi che delicatamente ci invadono per essere compresi, con la maestria di un direttore d’orchestra che sa armonizzare una rara melodia.

Maristella Angeli

Published in: on febbraio 28, 2020 at 12:15  Comments (9)  

I miei occhi

Adagiati sopra ogni mare,
ubriachi d’ombre di luna e stelle,
uguali a quelli del bambino
nell’attesa dello svestir del seno,
sono i miei occhi.
Versati in universo amico,
mettono a ferro mille sue sconcezze
e a fuoco i suoi sbalordimenti.
In abbandono persistente,
sono i miei occhi.
Occhi che vorrebbero fruire
di tutte l’ore dal sonno castigate,
anche del poco o nulla che il busso,
dalle palpebre scandito, oscura,
sono i miei occhi.
Che li veda escludendo specchi!
Che una volta possa copiarli ad arte,
che riesca a lucidarli a fondo
senza ricorrere all’amica stilla,
i miei occhi!

Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 28, 2020 at 07:19  Lascia un commento  

Sciopero

HUELGA

Quiero una huelga donde vayamos todos.
Una huelga de brazos, de piernas, de cabellos,
una huelga naciendo en cada cuerpo.
Quiero una huelga
de tiendas, de choferes
de palomas, de flores
de técnicos, de obreros
de niños de mujeres.
Quiero una huelga grande,
que hasta al amor alcance.
Una huelga donde todo se detenga,
el reloj el plantel los colegios
las fábricas el bus la carretera
los comercios los puertos.
Una huelga de ojos, de manos y de besos.
Una huelga donde respirar no sea permitido,
una huelga donde nazca el silencio
para oír los pasos
del tirano que se marcha.

§

Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti.
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai, di colombe
di autisti, di fiori
di tecnici, di bambini
di medici, di donne.
Voglio un grande sciopero,
che arrivi sino all’amore.
Uno sciopero dove si fermi tutto,
l’orologio, le fabbriche
lo stabilimento, le scuole
l’autobus, gli ospedali
la strada, i porti.
Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che si allontana.
.
GIOCONDA BELLI
Published in: on febbraio 28, 2020 at 07:13  Lascia un commento  

La giustizia

LA GIUSTISSIA

L’è tanto tempo ormai
che fago sto mestier
ma forsi capirò
propi dal bon
-quando che sarò morto-
perché co la resón
se passa al torto.
Me scrive ‘n amigo:
bele parole
me cavo el capel!
Ma dime en verità
da galantom:
t’è mai capità
col torto pì marso
de vérghe resón?

§

L’è tanto tempo ormai
che faccio questo mestiere
ma forse capirò
proprio per davvero
-quando sarò morto-
perché con la ragione
si passa al torto?
Mi scrive un amico:
belle parole
mi levo il cappello!
Ma dimmi in verità
da galantuomo:
ti è mai capitato
con il torto più marcio
di avere ragione?

Bruno Castelletti

Published in: on febbraio 28, 2020 at 07:03  Lascia un commento  

Nuvole le mie dita

Lassù nell’azzurro del cielo,
coronato da amate montagne
prossime eppur lontane,
fra trine di nuvole bianche
va la mia mente.
Propaggini delle mie dita
quei veli carezzevoli
i loro manti verdi
e l’ardite cime.
Ardite come la gioventù,
verdi come la speranza
di quando le possedevo
pieno di sogni.
Oggi che più non riesco
a unirmi con loro,
s’inerpica la mia fantasia
che mai arriva in cima;
lassù ci sale
solo la mia malinconia,
pesante di sogni svaniti
e d’astrusa nostalgia di ieri.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 27, 2020 at 07:49  Comments (3)  

La morte di Tantalo

Noi sedemmo sull’orlo
della fontana nella vigna d’oro.
Sedemmo lacrimosi in silenzio.
Le palpebre della mia dolce amica
si gonfiavano dietro le lagrime
come due vele
dietro una leggera brezza marina.
Il nostro dolore non era dolore d’amore
né dolore di nostalgia
né dolore carnale.
Noi morivamo tutti i giorni
cercando una causa divina
il mio dolce bene ed io.
Ma quel giorno già vanía
e la causa della nostra morte
non era stata rivenuta.
E calò la sera su la vigna d’oro
e tanto essa era oscura
che alle nostre anime apparve
una nevicata di stelle.
Assaporammo tutta la notte
i meravigliosi grappoli.
Bevemmo l’acqua d’oro,
e l’alba ci trovò seduti
sull’orlo della fontana
nella vigna non piú d’oro.
O dolce mio amore,
confessa al viandante
che non abbiamo saputo morire
negandoci il frutto saporoso
e l’acqua d’oro, come la luna.
E aggiungi che non morremo piú
e che andremo per la vita
errando per sempre.

SERGIO CORAZZINI

Published in: on febbraio 27, 2020 at 07:18  Lascia un commento  

Pensiero d’amore

A quelle rive ove mi trasse amore
per darmi tanto misterioso affetto
chiesi nel sogno di riunirmi in petto
le fonti della gioia e del dolore.

Era nell’aria un delicato odore
di gelsomino e candido mughetto,
s’udiva il mormorio caldo e diletto
del vento fra le corde del mio cuore.

Volai nell’oltre con la fantasia,
oltre la terra, il sole e il cielo blu,
oltrepassai le stelle e pur la via

lattea si sciolse e non la vidi più.
Ebbro approdai all’idea dell’armonia
ove dentro una culla c’eri tu.

Allo zenit, lassù,
fra trasognate viole del pensiero,
c’era la sospirata ombra del vero.

Santi Cardella

Published in: on febbraio 27, 2020 at 07:00  Lascia un commento