Caprette

Ma che bel regalo ti hanno fatto

Molto meglio di un semplice gatto

Peccato non averle a casa mia

Mi sarebbero state di compagnia.

Il pelame di mamma capra

Come se avesse una sciarpa

E tutto bianco quel del capretto

Quasi fosse un bel angioletto.

Lo so, dimostrano molta timidezza

Però col tempo e qualche carezza

Con te entreranno in amicizia

E sarà per te una vera delizia.

 

Danila Oppio

Published in: on febbraio 3, 2020 at 06:59  Comments (2)  

La Serenissima

Venezia è una febbre di marmi
immersa nell’acqua silente,
un liquido accordo di carmi
omaggio alla stella d’Oriente.

Venezia è una sete grandiosa
di sogni e di bosco fiorente,
talvolta è la scia dolorosa
d’amori dissolti nel niente.

Città d’una Venere ambita,
svanita di là da un canale,
campana che il soffio di vita
diffonde nei secoli uguale.

Pur quando ti sogno m’incanto
mirando San Marco o Ca’ d’Oro,
svelando le immagini e il canto
d’un film ch’ha sommerso il sonoro.

Per questo ti porto nel cuore
città che lenisci ogni pena:
se amare è un’idea che non muore
io t’amo, Venezia serena.

Santi Cardella

Published in: on febbraio 3, 2020 at 06:56  Lascia un commento  

Amami

Mi trasporto in punta di piedi
mi trasporto nel galoppo della mia vista.
Mi avvolgo nelle fasce della mia pelle.
Mi abbraccio desiderandomi.
Benedico il mio flusso, lo zampillare che da me proviene.
Mi cullo sul mio seno.
Alle mani germoglianti infilo i guanti della poesia.

Reclamo la rivelazione,
le mie incisioni sono su pietra.
La mia immagine reca acqua alla sete
ed esche alla rete dei pescatori.
Trascorro i rintocchi delle campane della sera
scolpendo.
Dormo nella mia stessa ombra.
Indosso la mia natura beduina
quando sono stanca.
Entro in un giardino
che non mi istiga contro me stessa.
Amo la mia anima impossibile,
quella i cui piedi
sono ignoti alla terra.

AMAL MUSA

Published in: on febbraio 3, 2020 at 06:52  Lascia un commento