Requiem per le befane

Rimpiangono il tempo, purtroppo passato,
quand’erano belle, da tutti bramate;
ricordano i gonzi che avevan scopato
in lunghe, frementi, veloci nottate.

Non c’era un camino che salvo restava,
la notte era breve, volava d’incanto;
eppur quella notte per tanto bastava
e di quelle tresche rimasto è il rimpianto.

Or piene d’acciacchi, d’artrosi e dolori,
(persino la scopa, veicol portante,
ormai si rifiuta portarle là fuori)
così, avvilite, richiudon le ante.

Non sanno che fare, neppur dove andare,
nessun più le chiama per dare dei doni.
Nell’angolo resta, ma sol per spazzare,
l’inutile attrezzo con vuoti sacconi.

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 5, 2020 at 07:39  Comments (6)  

Nella tanca

Ecco: non fu che un subito
sogno del sole il raggio;
e lunghe fredde assidue
stagnan sul pian selvaggio
l’ombre in eterno. Stendesi
nuda silenzïosa,
sino ai lontani vertici,
la terra lacrimosa.
solo un pastore, immobile,
col manto e con la tasca,
guarda quel regno gelido
di tenebra e burrasca…

SEBASTIANO SATTA

Published in: on febbraio 5, 2020 at 07:27  Lascia un commento  

Mi piacerebbe andare

Fino in fondo mi piacerebbe andare
dove il mare finisce
e gli uccelli cantano foreste
che s’inseguono nel ricamo del cielo.

Dove l’atmosfera si chiude e s’apre il buio
mi piacerebbe andare
per guardare di notte la terra
con le sue ferite di sangue rappreso.

Alla stazione d’un paese che non c’è
su una panchina in attesa da sempre
mi piacerebbe sedere e aspettare
che niente succeda.

Vedo una casa bianca
in fondo al viale dei cipressi
che vengono incontro
tra gocce di pioggia sul vetro stanco
di troppe immagini da ricordare.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 5, 2020 at 07:00  Lascia un commento