Angeli della vita

L’ergastolo sarebbe un deserto

se annusando il cielo

sentisse un albero soltanto

che ogni foglia

ha dovere di cadere,

varcar la soglia

siccità più dura

i pensieri incrinati

dalle scosse

cambiando stanza

ritrovare ovunque.

Angeli della vita

sono i figli

eleggono la cantina di ferro

dove non entra

ad ogni compleanno     

il peso della parola mai,

frenano macigni rotolanti

dalla cima del tempo

sulla china,

inventano proiezioni

oltre il recinto

levigando

coi colori di nuove domande

le inferriate rugose

del cancello.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 8, 2020 at 07:18  Lascia un commento  

Di fronte all’Africa

 

GEGENÜBER VON AFRIKA

Heimat haben ist gut,
Süß der Schlummer unter eigenem Dach,
Kinder, Garten und Hund. Aber ach,
Kaum hast du vom letzten, Wandern geruht,
Geht dir die Ferne mit neuer Verlockung nach.
Besser ist Heimweh leiden
Und unter den hohen Sternen allein
Mit seiner Sehnsucht sein.
Haben und rasten kann nur der,
Dessen Herz gelassen schlägt,
Während der Wandrer Mühsal und Reisebeschwer
In immer getäuschter Hoffnung trägt.
Leichter wahrlich ist alle Wanderqual,
Leichter als Friedefinden im Heimattal,
Wo in heimischer Freuden und Sorgen Kreis
Nur der Weise sein Glück zu bauen weiß.
Mir ist besser, zu suchen und nie zu finden,
Statt mich eng und warm an das Nahe zu binden,
Denn auch im Glücke kann ich auf Erden
Doch nur ein Gast und niemals ein Bürger werden

§

Aver casa è un bene
dolce il sonno sotto il proprio tetto
figli, giardino e cane.
Ma certo appena ti sei riposato dall’ultimo viaggio
la lontananza t’insegue con nuove lusinghe.
Meglio è patire di nostalgia di casa
e sotto le alte stelle, solo,
riposare con la propria melanconia.
Avere e riposare può soltanto,
chi ha il cuore tranquillo,
mentre il viandante sopporta fatiche e difficoltà
con sempre delusa speranza.
In vero più lieve è il tormento di andare,
più lieve che trovar pace nelle valli di casa,
dove tra le gioie e le solite cure
solo il saggio sa costruire la propria felicità.
Per me è meglio cercare e mai trovare
che legarmi, caldo e stretto a quanto mi è accanto,
perché anche nel bene, su questa terra
Sono solo ospite, mai cittadino.

HERMANN HESSE

Published in: on febbraio 8, 2020 at 07:08  Lascia un commento  

Itaca

Ad indicarti navi in partenza non son buono
il dito lo vorrebbe
ma il mare è in ogni altrove.
E’ dove può scaldarsi le ossa
a gambe dritte, e mani come strade da soma.
In questo buio
se ti indicassi l’uomo che vola, meglio Luna
il latte che nel cielo non cade; giravolte
di lumi e di pianeti che tolgono anche il fiato.
Se ti indicassi me, come scoglio, avresti cime
sartiame e vele forti abbastanza?
Siamo al buio, e dentro ci mettiamo che vuoi
ma fallo piano; ché gli occhi non ne abbiano pena
più di ora, che tocco le tue vene più estreme
come un pane,
un olio di fragranza per giovani in amore,
Resta stesa, sulla mia sabbia d’isola e sangue
resta stesa.

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 8, 2020 at 06:53  Comments (1)