Romantica luna

Lei fece una promessa:
“Stasera, con la luna,
ti donerò me stessa,
alfine avrem fortuna.”

Si misero in cammino
tenendosi per mano,
ma quel stare vicino
li scalda piano piano.

E furon dolci i baci.
Carezze ed emozioni
li fan sempre più audaci,
…per forti tentazioni.

Ma lei disse esitante
“Non siamo giunti ancora
dove sarò tua amante.
Quieta quel che affiora!”

Poi giunsero alla valle,
la luna risplendeva
parea quasi percalle
e questo lei voleva.

Così iniziò l’amore
ma un buio all’improvviso
estinse ogni colore,
svanì persino il viso.

E neanche tutto il resto
era a disposizione
quindi, per ‘sto contesto,
sfuggì un’ imprecazione.

“Vacca d’una miseria
proprio stasera accade,
eclissi deleteria.”
…e rabbia li pervade.

“Oh luna disgraziata,
amata dagli amanti,
ma quanto son sfigata
con tanto buio davanti !”

Si lamentaron forte
di quella atmosfera.
Li separò la sorte,
colpevol quella sera.

Moral di questa storia,
per tutti insegnamento:
cogliete la vittoria
quando viene il momento!

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 12, 2020 at 07:48  Comments (3)  

Scende alla prossima?

Mi sono messo avanti
per scendere alla prossima.
Ma non sono riuscito
a prendere il volo.
C’era aria di festa intorno
e tutti, in pigiama a pois,
a congratularsi a vicenda.

Mi sono fermato a gustare.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 12, 2020 at 07:47  Lascia un commento  

After Such Pleasures

Esta noche, buscando tu boca en otra boca
casi creyéndolo, porque así de ciego es este río
que me tira en mujer y me sumerge entre sus párpados,
qué tristeza es nadar al fin hacia la orilla del sopor
sabiendo que el sopor es ese esclavo innoble
que acepta las monedas falsas, las circula sonriendo.

Olvidada pureza, cómo quisiera rescatar
ese dolor de Buenos Aires, esa espera sin pausas ni esperanza.
Solo en mi casa abierta sobre el puerto
otra vez empezar a quererte,
otra vez encontrarte en el café de la mañana
sin que tanta cosa irrenunciable
hubiera sucedido.
Y no tener que acomodarme de este olvido que sube
para nada, para borrar del pizarrón tus muñequitos
y no dejarme más que una ventana sin estrellas.

§

Questa notte, cercando la tua bocca in un’altra bocca,
quasi credendoci, perché così da cieco è questo fiume
che mi tira alle donne e mi sommerge fra le sue palpebre,
che tristezza nuotare infine verso la sponda del sopore
sapendo che il piacere è questo ignobile schiavo
che accetta le false monete, e le fa circolare sorridendo.

Dimenticata purezza, come vorrei riscattare
questo dolore di Buenos Aires,
questa attesa senza pause né speranza.
Solo nella mia casa aperta sopra il porto
un’altra volta ancora cominciare ad amarti,
un’altra volta ancora trovarti nel caffè della mattina
senza che tante cose irrinunciabili siano state.
E non dover ricordare questa dimenticanza
che sale per niente, per cancellare dalla lavagna i tuoi pupazzetti
e non lasciarmi che una finestra senza stelle.

JULIO CORTÀZAR

Published in: on febbraio 12, 2020 at 07:23  Lascia un commento