Stringendosi alla terra

TO EARTHWARD

Love at the lips was touch
As sweet as I could bear;
And once that seemed too much;
I lived on air

That crossed me from sweet things,
The flow of was it musk
From hidden grapevine springs
Downhill at dusk?

I had the swirl and ache
From sprays of honeysuckle
That when they’re gathered shake
Dew on the knuckle.

I craved strong sweets, but those
Seemed strong when I was young;
The petal of the rose
It was that stung.

Now no joy but lacks salt,
That is not dashed with pain
And weariness and fault;
I crave the stain

Of tears, the aftermark
Of almost too much love,
The sweet of bitter bark
And burning clove.

When stiff and sore and scarred
I take away my hand
From leaning on it hard
In grass and sand,

The hurt is not enough:
I long for weight and strength
To feel the earth as rough
To all my length.

 

§

Amore alle labbra era un tocco
Dolce quanto reggevo;
E parve una volta troppo;
Io dell’aria vivevo

Che a fiotti da dolci cose
M’investiva… profumo di muschio
Da giovani vigne nascoste
In fondo a un poggio al crepuscolo?

Dolente io ero e stordito
Da fiori di caprifogli
Che scuotono quando li cogli
Una rugiada alle dita.

Bramai forti dolcezze, ma solo
Da giovane parvero forti;
Il petalo della rosa
Fu quello che punse e morse.

Nessuna gioia adesso che mi piaccia
Se non mischiata a dolore,
A sfinimento e ad errore:
Per questo io amo la traccia

Di lacrime, il marchio che resta
D’un quasi troppo amore,
Il dolce d’amara corteccia
E delle spezie il bruciore.

Se morta, dolente e segnata
Ritiro via la mano
Dopo averla premuta, schiacciata
Nell’erba e nella sabbia,

Quel poco male non basta:
Io voglio più forza e più peso
Perché la terra ancor più rude prema
Tutto il mio corpo steso.

ROBERT FROST

Published in: on febbraio 14, 2020 at 07:36  Lascia un commento  

Quiete

S’allunga l’ombra

al sospirar della sera,

fremono i cipressi

alla brezza sottile

come l’iride d’ambra

che trascolora dietro la collina,

s’acquieta il cuore

pago del meritato preludio

alla dolce notte

mentre vigile la luna

traccia la rotta del sogno errante.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on febbraio 14, 2020 at 07:21  Comments (7)  

Sabbia tra le dita

È sabbia tra le dita
tutto ciò che ormai è andato,
microsfere, coriandoli di vita
tenuti in una mano sola.
Come rena, si dileguano
al primo respirar del vento
e al minimo pulsar di vena
si disperdono nell’aria terra.
Come granelli, i più tenaci,
alcuni me li sento appiccicati
e nell’ingenua pelle mia
vorrei restassero per sempre.
Sono i rimorsi mai cancellati,
i disarmati plinti dei ricordi,
dense lacrime che non asciugherò
malgrado il sole le riscaldi.

Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 14, 2020 at 07:20  Lascia un commento