L’universo irreale inesistente

inconsistenza di coscienza nei paraggi
macchie rosse solchi neri
scarafaggi
e ne siamo prigionieri.
Come, quanto, s’assottiglia lo spessore
quando, delle storie, in teca d’ossa
biglietti da bottiglia
la vista ne perde tutto il colore
e m’osserva dalla rupe
e dalla mia fossa.
Sempre io son di cuperòse brividi e drupe
quando di neri mortali nei
e nel sangue i lividi
dei sogni miei
molto,
tremo del suono lento nel sonno
e langue
infine,
sotto sottile sole rosso la mia vita e il senno.
Mai la Morte aspetta questa fine alle sue storie
confonde l’amore con le parole
lo so
giro chiavistelli all’incontrario
agli sportelli del cervello
finchè,
se nel Saàra
nella sabbia d’arsa e cara
ci pianto un fiore senza bere la c… l’acqua color del sole
non so se la pioggia ne disseta il sogno vegetale
ma so nello mio core che al miraggio tremolante
evanescente al vento del deserto
s’attacca la speranza
d’un mare aperto…
Stendo qui davanti a me
un cielo di stelle d’universo…

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 17, 2020 at 07:40  Lascia un commento  

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