Dio cosa mi hai fatto

Il pianto di una madre

Vorrei morire anch’io
figlio mio,
per arrivare a te!
Invece son qua
ferma, stordita, senz’aria,
con l’anima risucchiata
nella tua luce spenta.
Ogni istante ti penso,
ti cerco, ancora ti parlo,
per sentirti vivo,
per riaverti con me
su questa terra.
Ma il cuore si ferma
nella tua gioventù strappata,
nella mia maternità ultimata,
fra le tue cose,
nel lacerante strazio
dei ricordi, attimi di gioia,
ora solo delirio,
fra lacrime sull’asfalto.
Mi manca il tuo viso,
la tua voce, il tuo sorriso,
il più bel fiore
un dì del mio giardino.
Ogni cosa mi stanca
in questa vita ibernata
in un incubo senza fine;
mi sanguinano gli occhi
e piango…piango perchè
sono costretta a vivere.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 20, 2020 at 07:46  Comments (2)  

Quante braccia

tendono le tue radici
di quercia
nel bosco che sa di more…
torno ai miei primi passi
tu mi inviti a camminare
verso di te imponente
chioma la tua silvestre…
Nodi scoperti
sul tuo fusto
nei concentrici
su un volto silvano…
Occhi che scrutano
verso il basso
dove io sono
e ti guardo…

Antonietta Ursitti

Published in: on febbraio 20, 2020 at 07:06  Lascia un commento  

Io so un inno immenso e strano

Yo sé un himno gigante y extraño
que anuncia en la noche del alma una aurora,
y estas páginas son de ese himno
cadencias que el aire dilata en las sombras.

Yo quisiera escribirle, del hombre
domando el rebelde, mezquino idioma,
con palabras que fuesen a un tiempo
suspiros y risas, colores y notas.

Pero en vano es luchar, que no hay cifra
capaz de encerrarle; y apenas, ¡oh, hermosa!,
si, teniendo en mis manos las tuyas,
pudiera, al oído, cantártelo a solas.

§

Io so un inno immenso e strano
che annuncia nelle notti dell’anima un’aurora,
e queste pagine sono di quell’inno
cadenze che l’aria dilata nell’ombra.

Io vorrei scriverlo, dell’uomo
dominando la ribelle, meschina lingua,
con parole che fossero ad un tempo
sospiri e risate, colori e musica.

Ma è inutile lottare; non c’è scrittura
che possa racchiuderlo, e a malapena – oh mia bella! –
tenendo fra le mie mani le tue,
potrei, all’orecchio, cantarlo a te sola.

GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER

Published in: on febbraio 20, 2020 at 06:59  Lascia un commento