Strinsi le mani sotto il velo oscuro

Strinsi le mani sotto il velo oscuro…
“Perché oggi sei pallida?”
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore…
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: “È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: “Non startene al vento.”

BELLA ACHATOVNA ACHMADULINA

Published in: on marzo 31, 2020 at 07:45  Comments (2)  

Re corona

-Trasloca

re corona

drago

ago!

Recuperi masse inquietanti

pianti da dimenticare

tragiche ombre innocenti

cocci d’umanità.-

Fragilità impaurita accartocciati

svanisci nella voragine

di pensieri senza sfondo!

Dove siete

bianche pareti coraggiose

incorniciate di luce!

I giorni corrono

si riposano tra i rami

ci aspetteranno domani…?

 

Aurelia Tieghi

Published in: on marzo 31, 2020 at 07:42  Comments (6)  

Il peso del vento

Non ha radici il vento

fluttua dalla notte dei tempi

straripa nel mare della saggezza

e modella nuove sculture

che si confondono al chiarore del giorno

non ha radici il vento

canta la canzone eterna del cuore

vibra su polpastrelli accesi di luce

sferza valli e montagne

ripaga il sogno dei bambini erranti

gioca con le campanule ebbre d’acqua

cala pietoso sul mare straziato di corpi esangui

e ti lascia una flebile domanda sulle labbra

ti lascia il peso della coscienza

per ricominciare a sperare

per tornare a vivere

nell’armonia di un sogno

chiamato uomo di pace.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 31, 2020 at 07:10  Comments (4)  

In giardino

Non un fremito d’aura giocondo
nell’afa ardente. Su l’immota frasca
tace ogni trillo, e boccheggianti a fondo
giacciono i pesci d’oro entro la vasca.
Passa d’uccelli una tribù fuggiasca
radendo in fila il bosco sitibondo,
e i gigli stanchi senton la burrasca
che soffocante gravita sul mondo.
Oh mentre il viso tuo sfiorisce e langue
come quei gigli, e fra ridente e mesta
mi guardi effusa d’un pallore esangue,
tu pure, inconscia, senti la tempesta
d’amor che t’urge e che t’affanna il sangue,
e stanca di desio pieghi la testa.

GIOVANNI MARRADI

Published in: on marzo 30, 2020 at 07:40  Lascia un commento  

Per amore

Fedele amico

natural durante

si lasciò montare

per amore …

prestava i suoi servizi 

a norme incise

a misura di strame

e di brusca

su tavole del testo

che impone sentimenti

galoppanti …

si presentò il fantino

con la frusta

coi  tacchi abusi ai fianchi,

il cavallo

cui era stata tolta la parola 

divenne schiavo

e indossò il nitrito,

per amore.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on marzo 30, 2020 at 07:03  Comments (4)  

Il canto di uccelli

Il canto di uccelli
La sveglia del giorno
che schiude il fiore
protetto dal vento.

Ascolto nubi
dissolvo grandine
con mano riparo saette
arcobaleno accoglie
i nuovi pensieri

Maristella Angeli

Published in: on marzo 30, 2020 at 07:02  Comments (9)  

In gabbia o fuori

In gabbia o fuori,
implora tu la vita, ovunque sia,
di regalarti ad ogni giro inanellato
una carezza da cucirti addosso.
Di qua
un silenzio,
una preghiera a far felice
di ieri l’uomo che si specchia
in un abbraccio fatto del domani.
Di là
un fragore,
un urlo all’amor di sempre
che fa sorrider l’uomo d’oggi
in un abbraccio fatto d’eternità.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 29, 2020 at 07:45  Lascia un commento  

Sonetto 91

Some glory in their birth, some in their skill,
Some in their wealth, some in their body’s force,
Some in their garments though new-fangled ill;
Some in their hawks and hounds, some in their horse;
And every humour hath his adjunct pleasure,
Wherein it finds a joy above the rest:
But these particulars are not my measure,
All these I better in one general best.
Thy love is better than high birth to me,
Richer than wealth, prouder than garments’ cost,
Of more delight than hawks and horses be;
And having thee, of all men’s pride I boast:
Wretched in this alone, that thou mayst take
All this away, and me most wretched make.

§

Vi è chi vanta la propria nascita, chi l’ingegno,
chi la ricchezza, chi la forza fisica,
chi il vestire alla moda anche stravagante,
chi vanta falchi e cani e chi i cavalli.
E ogni temperamento ha una sua tendenza innata
in cui trova una gioia superiore al resto;
ma queste piccolezze non s’addicon al mio metro:
io tutte le miglioro in un solo immenso bene.
Per me il tuo amore è meglio di nobile natali,
più ricco della ricchezza, più fiero dell’eleganza,
di maggior diletto dei falchi o dei cavalli
a avendo te, di ogni vanto umano io mi glorio:
sfortunato solo in questo, che tu puoi togliermi
ogni cosa e far di me l’essere più misero.

WILLIAM SHAKESPEARE

Published in: on marzo 29, 2020 at 07:41  Lascia un commento  

Il libro

Sono lastre di vetro pulito
che svelano il chiaro del giorno
le mie cento parole sincere;
le leviga il vento gentile
e le mola la sabbia del tempo.
Sono gocce di limpida luce
e ciascuna è uno specchio
che dona l’antico ritratto
dipinto da identica mano.
Sono musica semplice al suono,
indice chiaro di un libro
che ogni mano può aprire
e portare vicino al suo cuore.
Le sue cento parole che ascolto
hanno rami di fitta foresta,
e innumeri antri segreti
a celare il suo volto sereno.
A volte la cerco e mi perdo
nel buio dei suoi nascondigli;
a volte la perdo e la chiamo,
rivoglio indietro il mio libro.

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 29, 2020 at 06:51  Comments (2)  

L’ora di grazia

Tetraggine lenta, sfinita
di un cortile umidiccio
in maschera di giardino;
ostentata verdezza
di un fico sterile
che non sa né il vento né il sole;
malinconia di una piccola finestra a ogiva,
di un ballatoio ingombro di foglie morte,
di un povero tralcio nero inchiodato al muro
che sopra al ballatoio si sfa
in quattro pampini vizzi.
Qui l’ora di grazia non può essere
se non l’ora delle campane:
quando la sera, cantando,
si getta dalle torri incombenti
e come acqua ricolma
ogni fossa terrena;
quando su ogni stento terreno
che duole in maschera di ricchezza
la sera, come acqua, riflette,
dal cielo al fondo, qualche raggio di stella.

ANTONIA POZZI

Published in: on marzo 28, 2020 at 07:38  Comments (1)