Su una lettera non scritta

Per un formicolìo d’albe, per pochi
fili su cui s’impigli
il fiocco della vita e s’incollano
in ore e in anni, oggi i delfini a coppie
capriolano coi figli? Oh ch’io non oda
nulla di te, ch’io fugga dal bagliore
dei tuoi cigli. Ben altro è sulla terra.

Sparir non so né riaffacciarmi; tarda
la fucina vermiglia
della notte, la sera si fa lunga,
la preghiera è supplizio e non ancora
tra le rocce che sorgono t’è giunta
la bottiglia dal mare. L’onda, vuota,
si rompe sulla punta, a Finisterre.

EUGENIO MONTALE
Published in: on marzo 14, 2020 at 07:48  Lascia un commento  

La pioggia sui vetri

La pioggia sui vetri
narra
paesi lontani.
Ho visto l’inverno
nei tuoi occhi.
I ricordi piovono
da cieli deserti
briciole di un tempo
che ci trovò sazi.

Ti prego,
lascia che io vada
e torni nel tuo grembo
a scaldarmi,
per un attimo ancora
da quella mano
che accarezza
ad ogni lieve scalcio …
affinché viva in me
un tuo battito
che il tempo avaro
non cancelli.
Ho freddo
e gelo.

Anileda Xeka

Published in: on marzo 14, 2020 at 07:07  Comments (1)  

E fosti sangue in me

E fosti sangue in me e fuori di me,

così come un fiume ad arrivare al mare

per compiersi e ricominciare,

poi pietra da scriverci sopra rime

e poi gettarle via o costruire un muro

tra noi e il mondo,

sentirsi al sicuro

almeno per un momento.

Chi sei fluido e raggrumato.

Cosa fai ancora in me.

 

Maria Attanasio

Published in: on marzo 14, 2020 at 07:02  Comments (2)