La signora Lalla

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Quando l’anima è stanca e troppo sola
e il cuore non basta a farle compagnia
si tornerebbe discoli per via,
si tornerebbe scolaretti a scuola
Oh sì! prendiamo la cartella scura.
il calamaio in forma di barchetta,
i pennini, la gomma e la cannetta,
e la storia sacra e il libro di lettura.
E ripetiamo: S’ode… s’ode a destra
uno squillo di tromba…, per la via,
o il «Cinque Maggio» o l’altra poesia
che dovremo dir tra breve alla maestra.
Andiamo, andiamo! Il tema è messo in bella!
Andiamo, andiamo! Il tema è messo
in buona!
Dio, com’è tardi! La campana suona…
Fra poco suonerà la campanella…
Ma che dico? E’ domenica, è vacanza!
Non c’è scuola, quest’oggi: solamente
c’è da imparare un po’ di storia a mente
soli, annoiati, nella propria stanza.
C’era una volta – ora mi viene a mente
la scuola della festa. Era una scuola
alla buona, così, con una sola
maestra, vecchia, senza la patente.
Signora Lalla, dove sei? T’aggiri
nella tua casa piena di panchetti
o su un quaderno scrivi un 5 e metti
un punto sopra un i, con due sospiri?
Signora Lalla, hai più quel mio ritratto
ch’io ti donai per Sant’Eulalia? e quella
treccia, in un quadro, d’una tua sorella
defunta? e l’altarino è ancora intatto?
Forse sei morta. Ed i tuoi strani oggetti
sono scesi con te, con la tua spoglia
dentro la fossa. La tua casa è spoglia
dei quadri, dei presepi e dei panchetti.
Che importa? Io t’amo e tu sei viva, o muta
immagine che guardi i miei quaderni
d’ora e i noti caratteri vi scerni
con uno sguardo di sopravvissuta.
Come son vani, come son diversi,
signora Lalla, i miei compiti d’ora.
Dimmi, vuoi riguardarmeli tu ancora?
Sembra uno scherzo, ma son tutti in versi.
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MARINO MORETTI
Published in: on marzo 20, 2020 at 07:43  Lascia un commento  

Statua vivente

Sei lontana ma un vento t’ha sfiorato
e ha attraversato valli solitarie,
indi ha solcato mari silenziosi
per giungere e bussare alla mia porta;
ora abita i meandri del mio cuore
e, con lontani aromi, lungamente
parla di te, mia oasi sospirata,
dea dell’amore che non ha tramonto.

L’eco del mare è ferma sopra il molo
che lasciasti con lacrime sincere
quando portasti via le primavere;
ma chiudo gli occhi al sole che scolora
e, sorta all’improvviso
dentro lo sfolgorio vasto e veemente,
adesso come allora, sei presente!

Sei presente perché colori l’aria
che s’imbruna, di rosa,
ed io tremo nel vento che ravviva
e mi disegna un’ombra fuggitiva;
sei presente, nascosta o misteriosa,
perché gli uccelli hanno lasciato i rami
unendo in soave coro i loro canti;
sei presente perché questa ferita,
aperta in pochi istanti,
la porto, ovunque io sia, tutta la vita.

Santi Cardella

Published in: on marzo 20, 2020 at 07:36  Comments (3)  

Al diavolo

Son sempre gentile e tanto onesta

Pur se talvolta un poco maldestra

Son sempre disposta a offrire un dono

Ma se sgarbi ricevo non perdono.

Di giorno lavoro e non mi arrendo

La notte sogno un incubo tremendo

Di poesie e prosa talvolta scrivo

Delle critiche altrui me la rido.

Sono giunta ormai a un’età matura

Chi mi contrasta non fa paura

Pur se dicessero peste e corna

Rispondo cantando “Nessun dorma”.

Or son stanca di tante pretese

Amo solo la gente cortese

Gli altri vadano tutti all’inferno

Ché laggiù fa caldo anche d’inverno.

 

Danila Oppio

Published in: on marzo 20, 2020 at 07:30  Lascia un commento