Yanghin Var

As the baying of wolves from afar,
Borne on the wind from the Golden Horn
A cry in the distance, long-drawn,
“Yanghin var! yanghin var!”

Suddenly waking the silent night,
Suddenly breaking the sleeping calm,
The long, far, wailing alarm,
And the watch-tower startles a warning light.

As a torch passed from hand to hand,
As a beacon springing from hill to hill,
The cry draws nearer though distant still,
And the watch throws it on from stand to stand,

And the voices rise as a tempest far,
As the swell of waves on a rocky shore,
Each rumbles louder than before,
“Yanghin var! yanghin var!”

And as the angel’s unpausing feet,
The angel bearing the wrath of the Lord,
The angel bearing the flaming sword,
The voice passes onward below in the street.

Faintly it travels again from afar,
And as an echo of terror past
The wind from the Bosphorus bears the last
Yanghin var. …

§

Come il latrato distante dei lupi
nasce nel vento del Corno d’Oro,
un grido in lontananza, prolungato,
“Yanghin var! Yanghin var!”

D’improvviso sveglia la notte silenziosa,
d’improvviso irrompe nella calma pacifica,
il lungo, distante e lamentoso allarme
e la sentinella sussulta alla vista di una luce avvisaglia.

Mentre la torcia passa di mano in mano
e il segnale luminoso appare sulle colline
il grido si avvicina, sebbene ancora lontano,
e il guardiano lo lancia ad altri avanti a sé,

e le voci si innalzano come in una tempesta distante,
e come il rigonfiarsi delle onde su una scogliera rocciosa,
ognuna riecheggia sempre più forte,
“Yanghin var! Yanghin var!”

E come il cammino incessante dell’angelo,
l’angelo che porta l’ira del Signore,
l’angelo che impugna la spada di fuoco,
la voce procede lungo la via.

Scemando viaggia ancora in lontananza,
e come l’eco di una paura ormai passata
il vento del Bosforo porta l’ultimo
Yanghin var…

VICTORIA MARY SACKLIN-WEST

Published in: on marzo 21, 2020 at 07:47  Lascia un commento  

Indosso il blu

Indosso il blu del mare

nell’alba improvvisa

gli occhi stanchi

assieme ai passi

Salgo sul treno dei sogni

e non vedo nessuno

Ne scendo

Sento voci

che accarezzano il vento

gli alberi invece

si chinano

e le foglie volano

Indosso il blu del mare

e divento trasparente

per essere

 

Gavino Puggioni

Published in: on marzo 21, 2020 at 07:45  Comments (1)  

Un posto prenotato

EN POSTO PRENOTÀ

Pèssega, pèssega
se no te perde messa!
Conosso pori cristi
che sèita a pessegar
enfin che i scampa
ma i riva sempre tardi
al fum de le candele.
E se i rivesse en tempo
no i savarìa gnanca
endò sentarse.
Alora me domando:
cissà se ‘n l’aldelà
i gavarà per sempre
en posto prenotà.

§

Affrettati, affrettati
altrimenti perdi la messa!
Conosco poveri cristi
che continuano a correre
finché campano
ma arrivano sempre tardi
al fumo delle candele.
E se arrivassero in tempo
non saprebbero neppure
dove sedersi.
Allora mi domando:
chissà se nell’aldilà
avranno per sempre
un posto prenotato.

Bruno Castelletti

Published in: on marzo 21, 2020 at 07:40  Lascia un commento