Il canto del destino

SHICKSALSLIED

Ihr wandelt droben im Licht
Auf weichem Boden selige Genien!
Glänzende Götterlüfte
Rühren Euch leicht,
Wie die Finger der Künstlerin
Heilige Saiten.

Schicksallos, wie der Schlafende
Säugling, atmen die Himmlischen;
Keusch bewahrt,
In bescheidener Knospe
Blühet ewig
Ihnen der Geist,
Und die seligen Augen
Blicken in stiller
Ewiger Klarheit

Doch uns ist gegeben
Auf keiner Stätte zu ruh’n;
Es schwinden, es fallen
Die leidenden Menschen
Blindlings von einer
Stunde zur andern,
Wie Wasser von Klippe
Zu Klippe geworfen
Jahrlang in’s Ungewisse hinab.

§

Circonfusi di luce,
per morbide plaghe,
voi vi aggirate lassú,
Numi beati!
E vi disfiorano
le fulgide brezze celesti
lievi
come musiche dita
le sacre corde dell’arpa.

Non oppressi dal Fato
respiran gli Dei
col dolce respiro
del tenero bimbo nel sonno.
In umile boccio raccolta,
immacolata,
eternamente fiorisce
l’anima loro:
e gli occhi beati
guardano sereni
in una imperitura chiarità.

Ma la sorte, ai mortali,
destina
non trovar pace
in verun luogo, mai.
Scompaiono
cadendo ciechi
da un’ora nell’altra,
com’acqua montana scagliata
di rupe in rupe
pel corso degli anni
verso l’Ignoto
laggiú.

FRIEDRICH HÖLDERLIN

Published in: on marzo 25, 2020 at 07:18  Lascia un commento  

E’ tempo d’andare

Ho recuperato
il bastone del viandante,
ho salutato di nascosto
ed ho ripreso il cammino.

Mi lascio dietro
una pietra cominciata,
un prato sparso d’idee,
qualche foglio intriso
e sorrisi a mezza bocca
per accattivarsi qualche amico.

Non è bastato srotolare
il tappeto rosso delle speranze
appoggiato al muro a secco
che guarda gli ulivi
ed il mare tremolante là in fondo.

Non è bastato rivangare
in bella copia ricordi,
rimestare il catino vissuto.

E’ tempo d’andare

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 25, 2020 at 07:15  Lascia un commento  

Certe donne

Alle volte mi incanto,
lo sguardo giro per le piazze
ricche di umanità e fragori.
Ogni tanto vedo un culetto ancheggiare,
sotto un jeans attillato,
non a caso comprato,
adattato a modellare le parti da esporre.
Le vedo lente ondeggiare,
con certi belletti violenti e sguaiati,
con i capelli arricciati,
a volte arruffati.
Guardano e non vedono,
parlano ma non sanno cosa dicono,
sembrano ascoltare ma sono invece sorde.
So che a molte di loro solo interessa
la trappola custodita tra le mutande
ed aspettano che il topo ci caschi.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 25, 2020 at 07:11  Lascia un commento