In gabbia o fuori

In gabbia o fuori,
implora tu la vita, ovunque sia,
di regalarti ad ogni giro inanellato
una carezza da cucirti addosso.
Di qua
un silenzio,
una preghiera a far felice
di ieri l’uomo che si specchia
in un abbraccio fatto del domani.
Di là
un fragore,
un urlo all’amor di sempre
che fa sorrider l’uomo d’oggi
in un abbraccio fatto d’eternità.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 29, 2020 at 07:45  Lascia un commento  

Sonetto 91

Some glory in their birth, some in their skill,
Some in their wealth, some in their body’s force,
Some in their garments though new-fangled ill;
Some in their hawks and hounds, some in their horse;
And every humour hath his adjunct pleasure,
Wherein it finds a joy above the rest:
But these particulars are not my measure,
All these I better in one general best.
Thy love is better than high birth to me,
Richer than wealth, prouder than garments’ cost,
Of more delight than hawks and horses be;
And having thee, of all men’s pride I boast:
Wretched in this alone, that thou mayst take
All this away, and me most wretched make.

§

Vi è chi vanta la propria nascita, chi l’ingegno,
chi la ricchezza, chi la forza fisica,
chi il vestire alla moda anche stravagante,
chi vanta falchi e cani e chi i cavalli.
E ogni temperamento ha una sua tendenza innata
in cui trova una gioia superiore al resto;
ma queste piccolezze non s’addicon al mio metro:
io tutte le miglioro in un solo immenso bene.
Per me il tuo amore è meglio di nobile natali,
più ricco della ricchezza, più fiero dell’eleganza,
di maggior diletto dei falchi o dei cavalli
a avendo te, di ogni vanto umano io mi glorio:
sfortunato solo in questo, che tu puoi togliermi
ogni cosa e far di me l’essere più misero.

WILLIAM SHAKESPEARE

Published in: on marzo 29, 2020 at 07:41  Lascia un commento  

Il libro

Sono lastre di vetro pulito
che svelano il chiaro del giorno
le mie cento parole sincere;
le leviga il vento gentile
e le mola la sabbia del tempo.
Sono gocce di limpida luce
e ciascuna è uno specchio
che dona l’antico ritratto
dipinto da identica mano.
Sono musica semplice al suono,
indice chiaro di un libro
che ogni mano può aprire
e portare vicino al suo cuore.
Le sue cento parole che ascolto
hanno rami di fitta foresta,
e innumeri antri segreti
a celare il suo volto sereno.
A volte la cerco e mi perdo
nel buio dei suoi nascondigli;
a volte la perdo e la chiamo,
rivoglio indietro il mio libro.

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 29, 2020 at 06:51  Comments (2)