La sola cosa

La foresta nei colori d’autunno sopra la valle.
Un viandante arriva condotto qui da una mappa
O forse dalla memoria. Una volta, molto tempo fa, col sole,
Quando cadde la prima neve, passando di qua,
Provò gioia forte senza un perché,
La gioia degli occhi. Tutto era un ritmo:
Alberi che sfilavano, un uccello in volo,
Un treno sul viadotto, una festa del movimento.
Torna dopo anni e non chiede nulla.
Desidera la sola cosa preziosa:
Essere soltanto uno sguardo puro senza nome,
Senza aspettative, né paure, né speranze,
Per stare a quella soglia dove non c’è più io e non io.

CZESŁAW MIŁOSZ

Published in: on aprile 30, 2020 at 07:48  Lascia un commento  

Il fiore giallo

 

Un fiore giallo è fiorito
tra due lastre di cemento.
Uno schizzo di fango
gli ha dato la vita.
Ora colora il marciapiedi grigiastro
e vacilla sul tenero gambo
come un bambino ai primi passi.
Dono dell’Ignoto,
sorriso della natura,
pausa della tristezza,
accettazione della sofferenza.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 30, 2020 at 07:26  Comments (5)  

Prendere o lasciare?

Nello zaino le bozze incompiute
le matite per gli occhi
e Pilù, questa palla di pelo
che la sera mi scalda i ginocchi;
cancellare quel velo di angoscia
che precede l’andare
ecco, quello poterlo lasciare
tra gli inutili inciampi
e i fardelli che ingombran la via
le paure ignoranti
che si sommano all’ipocondria.
L’ideale sarebbe di andare
e andando restare
qui, per poterti abbracciare
ogni mercoledì.

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 30, 2020 at 07:07  Comments (1)  

Se ci fossimo incontrati

Se ci fossimo incontrati

avremmo avuto

guanti di velluto

il cuore in una morsa sola

un viso chiaro

con occhi spalancati a dismisura

un nutrimento spirituale

una stretta relazione

Se ci fossimo incontrati

avremmo fatto la prima cena

con una nuova coppa d’amore

il sacro- graal.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on aprile 29, 2020 at 07:43  Comments (2)  

Crocicchio

Dissolversi nella cipria dell’ordinotte.
Con l’improvviso clamore dell’elettricità, del gas,
dell’ acetilene e delle altre luci
Fiorite nelle vetrine,
Alle finestre e nell’aereoplano del firmamento!
Le scarpe che trascinano gocciole di diamanti e d’oro
lungo i marciapiedi primaverili,
Come le bocche e gli occhi
Di tutte queste donne pazze d’isterie solitarie;
Le automobili venute di pertutto;
Le carrozze reali e i tramvai in un squittio d’uccelli
mitragliati.
Nous n’avons plus d’amour que pour nous-mèmes,
enfin
«È proibito parlare al manovratore».
Oh, nuotare come un pesce innamorato che beve smeraldi
Fra questa rete di profumi e di bengala!

ARDENGO SOFFICI

Published in: on aprile 29, 2020 at 07:42  Lascia un commento  

Cinque dita

Ho un orgoglio stupido

di mani aperte e bianche

colori di geranio sul ricordo

di unghie rosicchiate ai tempi della scuola,

eppure mi sembrano accessori inutili

oggetti da tenere in tasca all’imbarazzo

la posa per la foto, lungo i fianchi, penzoloni?

Le mani hanno una vita tutta loro

hanno palmi che hanno visto il mondo

hanno gli odori di quello che hai imparato

del lavoro con tuo padre, gli orli neri,

e la schiuma del bucato come nuvola

a farti donna e madre, i culetti rosa.

Hanno dita e ogni dito è un figlio

a quella mano, cinque dita…

forse mi bastano a contare i veri amici

 

astrofelia franca donà

Published in: on aprile 29, 2020 at 07:07  Comments (3)  

Quest’anno gli innamorati non van per viole

Quest’anno è il duemila e venti

e si offre all’animo e alla vista

una strane e ben diversa primavera:

regna nel paese nostro in Italia

un morbo che semina morte e che invita

a star tra di noi lontani e serrati

in casa, così anche ne risenton

i fiori da noi amati e la natura:

si son sole le viole lungo la riva

lì del fossato quel loro profumo

sì dolce ancor nell’aria olezza

ma fiori son che invan oggi degli

amanti attendon le carezze care:

quella man che coglie, il delicato

gesto, quel bel mazzolin in dono!

Lontan svanito è l’amorevol tra

di lor abbraccio come quando lor

nel tempo a primavera andavano

tra il fresco verde a cercare quei

bei al sol nascenti e profumati fiori:

oggi il crudel quel maledetto virus

l’un tien tanto  lontan dall’altra:

e così povere viole siete rimaste sole!

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 28, 2020 at 07:32  Lascia un commento  

Primo ricordo

PRIMER RECUERDO

Paseaba con un dejo de azucena que piensa,
casi de pájaro que sabe ha de nacer.
Mirándose sin verse a una luna que le hacía espejo el sueño
y a un silencio de nieve que le elevaba los pies.
A un silencio asomada.
Era anterior al arpa, a la lluvia y a las palabras.
No sabía.
Blanca alumna del aire,
temblaba con las estrellas, con la flor y los árboles.
Su tallo, su verde talle.
Con las estrellas mías
que, ignorantes de todo,
por cavar dos lagunas en sus ojos
la ahogaron en dos mares.
Y recuerdo…
Nada más: muerta, alejarse.

§

“Passeggiava con l’abbandono di giglio che mediti,

o quasi d’uccello che sappia di dover nascere.

Senza vedersi si guardava in una luna a cui il sogno faceva da

specchio,

in un silenzio di neve che innalzava i passi.

Affacciata a un silenzio.

Era anteriore all’arpa, alle parole, alla pioggia.

Non sapeva.

Bianca alunna dell’aria,

tremava con le stelle, con il fiore e con gli alberi.

Il suo stelo, la verde sua cintura.

Con le mie stelle

che, di tutto ignoranti,

per scavar nei suoi occhi due lagune

lei in due mari annegarono.

E ricordo…

niente più: morta, sparire. ”

 
RAFAEL ALBERTI
Published in: on aprile 28, 2020 at 07:23  Lascia un commento  

Finisce il bel tempo

Han cominciato già ad impiastricciare
aeree vastità ch’erano azzurre,
coi grigi chiari…e intensi…fino al nero…
in modo frettoloso…senza cura
che si trasforma a gradi in massa scura.
E tutto questo ben si sa è foriero
di quel che immantinente va a produrre
il cielo…che s’appressa a rovesciare…

E scroscia…! dopo l’esitar di prassi,
dopo il rumoroso rotear ruttante
d’avvertimenti di trovar riparo…
Scroscia potente su città e campagna
quasi danzando al suon che l’accompagna.
Pe un po’ si placa, e poi ci sta il rincaro.
“Però ristora l’aria e è rinfrescante…”…
Così pensando, svelti vanno i passi….

Va fumando sulle strade il bitume
sotto il primo strizzar dei nuvoloni,
e torrentelli presto improvvisati
alla rinfusa scorron presciolosi
con la pretesa di sembrar …marosi…
E a volte, non essendo risucchiati,
divengon piccole o grandi alluvioni
coll’aiuto d’un esondante fiume.

Che tutto copre e tutto porta via…
Dove nemmeno s’era sospettato…
Dove la pioggia al massimo inzuppava
pensieri cespugliosi ed accaniti
o troppo blandi e al nascer rammolliti.
E fino a quel che può la pioggia lava
se il troppo sporco non sia già incrostato.
Comunque senza mai una garanzia.

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 28, 2020 at 07:00  Lascia un commento  

Notte nel salto

Null’ altro sentivo che i colpi
dell’irto cignale negli elci:
un lento brusire di felci
e a tratti il bramir delle volpi.

Il fuoco taceva. I guardiani,
ravvolti nei manti di albagio,
seguivan nel sonno il randagio
vagar delle greggi e dei cani.

Quand’ecco, nel cielo senz’astri,
vibrò dagli ovili vicini
il vigile urlio dei mastini
e un largo sfrascar d’oleastri;

e giù dalla vetta soprana
al nostro bivacco, tra i radi
ginepri, volgendosi ai guadi
notturni, passò la bardana.

SEBASTIANO SATTA

Published in: on aprile 27, 2020 at 07:34  Lascia un commento