Nihil sub sole novum

Nunc ratio quae sit morbis aut unde repente

mortiferam possit cladem conflare coorta

morbida vis hominum generi pecudumque catervis,

expediam.

(Lucrezio,  De rerum natura, l.VI v.1090/1094)

 

(Spiegherò ora ciò che causa le malattie e come

e di dove sorga d’un tratto una forza malefica

e comporti una micidiale rovina

sia tra gli uomini sia delle caterve degli animali.

-traduzione dal latino di Ugo Dotti-)

 

“Ciò ch’è stato sarà,

ciò ch’è fatto rifà

così mai sotto il sole

il nuovo si vedrà”

Così dell’uomo ragionò Qoelet,

vedendo un rio peccare.

Oggi che l’uomo scorda pur l’amare,

madre natura scambia per toilette.

E son gli stessi i tempi: per giorni avvelenati

vengon da bui passati quei virus che fan scempi.

Serve boccata d’aria, pel mondo ch’è asfissiato

che per punir peccato regala ‘sta malaria.

Per covid 19, ch’è igiene obbligatoria,

Natura ha la vittoria, ci spedirà poi altrove.

Passata la tempesta ci resterà speranza

che il ben divenga istanza per fare vita onesta.

Purtroppo, insegna storia, chi è morto è il sol cambiato

ma il vivo, da salvato, riprenderà la boria.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on aprile 2, 2020 at 07:30  Comments (9)  

Autunno

AUTOMNE

Dans le brouillard s’en vont un paysan cagneux
Et son boeuf lentement dans le brouillard d’automne
Qui cache les hameaux pauvres et vergogneux

Et s’en allant là-bas le paysan chantonne
Une chanson d’amour et d’infidélité
Qui parle d’une bague et d’un coeur que l’on brise

Oh! l’automne l’automne a fait mourir l’été
Dans le brouillard s’en vont deux silhouettes grises

§

Passano nella nebbia un contadino storto
e il suo bue,
lentamente, nella nebbia d’autunno
che nasconde i tuguri poveri e vergognosi.
E, mentre s’allontana, il contadino canta
una canzone triste dell’amore infedele,
che parla di un anello e d’un cuore spezzato.
Oh, l’autunno,
l’autunno ha sepolto l’estate!
Passano nella nebbia due figurine grigie.

GUILLAUME APOLLINAIRE

Published in: on aprile 2, 2020 at 06:58  Lascia un commento  

Sera di marzo

Potrebbe essere
una bella serata marzolina
così ammiccante è la luna piena,
un ingannevole invito ad uscire.
Presso il cancello la mimosa in fiore
che un precoce tepore
accarezza ed espande.
Per la strada…nessuno
ciascuno asserragliato nella tana;
io, qui a ingannare il tempo
che si srotola lento e sempre uguale
a inventarmi qualcosa
pur di distrarre il cuore
dalle notizie che lo fan tremare.
Mi succede perfino di sporcare
questa pagina con vuote parole:
“domani ancora risplenderà il sole”
Poteva essere una bella serata
Poteva…..

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 2, 2020 at 06:52  Lascia un commento