UNA PASQUA PARTICOLARE

Quest’anno una Pasqua particolare

da lontano e distanti particolari

auguri che a quel suon festante

a quell’allegro scampanio di Cristo

Risorto annunciazione in qualche

dove si muterà quel suono in triste

annuncio che molte anime lì sono

solitarie sole volate lassù in cielo

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 12, 2020 at 10:19  Comments (2)  

BUONA PASQUA

B/raccia d’amore che stringono
U/n silenzio buio di sofferenza
O/ltrepassano la porta aperta del tempo
N/utrendo di luce l’onda sacra
A/ttecchita nel cuore dell’uomo

P/ace fin dove arriva l’infinito
A/rdente scende nel cuore
S/vestendo l’infreddolita anima sofferente
Q/uale acqua che canta
U/n inno di gioia
A/l mondo martoriato

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 12, 2020 at 10:14  Comments (2)  

Il filosofo

.
THE PHILOSOPHER
.

‘Enough of thought, philosopher!
Too long hast thou been dreaming
Unlightened, in this chamber drear,
While summer’s sun is beaming!
Space – sweeping soul, what sad refrain
Concludes thy musings once again?

‘Oh, for the time when I shall sleep
Without identity,
And never care how rain may steep,
Or snow may cover me!
No promised heaven, these wild desires,
Could all, or half fulfil;
No threathened hell, with quenchless fires,
Subdue this quenchless will!’

‘So said I, and still say the same;
Still, to my death, will say –
Three gods, within this little frame,
Are warring night and day;
Heaven could not hold them all, and yet
They all are held in me;
And must be mine till I forget
My present entity!
Oh, for the time, when in my breast
Their struggles will be o’er!
Oh, for the day, when I shall rest,
And never suffer more!’

‘I saw a spirit, standing, man,
Where thou dost stand – an hour ago,
And round his feet three rivers ran,
Of equal depth, and equal flow –
‘A golden stream – and one like blood;
And one like sapphire, seemed to be;
But, where they joined their triple flood
It tumbled in an inky sea.

The spirit sent his dazzling gaze
Down through that ocean’s gloomy night
Then, kindling all, with sudden blaze,
The glad deep sparkled wide and bright –
White as the sun, far, far more fair
Than its divided sources were!’

‘And even for that spirit, seer,
I’ve watched and sought my life – time long;
Sought him in heaven, hell, earth and air –
An endless search, and always wrong!
Had I but seen his glorious eye
Once light the clouds that wilder me,
I ne’er had raised this coward cry
To cease to think and cease to be;
I ne’er had called oblivion blest,
Nor, stretching eager hands to death,
Implored to change for senseless rest
This sentient soul, this living breath –
Oh, let me die – that power and will
Their cruel strife may close;
And conquered good, and conquering ill
Be lost in one repose!’

§

«Lascia il pensiero, filosofo!
Troppo a lungo hai sognato
nell’oscurità di una stanza tetra,
mentre il sole d’estate dardeggia!
Spirito che percorri gli spazi., quale triste canto
conclude ora i tuoi pensieri?»
«”Oh, venga il tempo in cui dormire
senza identità,
incurante della pioggia che cade,
della neve che tutto mi ricopre!

Nessuna promessa di cielo i miei sfrenati desideri
potrebbe in parte, o tutti appagare;
nessuna minaccia di fiamme inestinguibili,
può abbattere in me l’inestinguibile volontà!”

«Così dicevo, e così dico ora;
e così dirò fino alla morte –
tre dei, nella mia esile struttura,
si affrontano giorno e notte;
il cielo non potrebbe racchiuderli tutti, pure
tutti in me li racchiudo;
e dovranno essere in me fino all’oblio
della mia presente entità!
Oh, venga il tempo in cui nel mio petto
cesseranno le loro lotte!
Venga il giorno in cui potrò riposare,
e non soffrire mai più!»
«Ho veduto uno spirito, là, credimi
dove adesso sei tu – un’ora addietro,
attorno ai suoi piedi scorrevano tre fiumi,
di eguale profondità, eguale portata –
un fiume d’oro -un fiume di sangue;
e il terzo un fiume di zaffiro;
ma, dove si univano, le triplici onde
si versavano in un mare di inchiostro.
Lo spirito dardeggiò il suo sguardo
sulla cupa notte oceanina
e in una fiamma di luce improvvisa
l’onda lieta scintillò vasta e lucente
candida come il sole.. bella, assai più bella
delle tre sorgenti da cui traeva vita!»
«E quello spirito, o veggente,
ho cercato e inseguito tutta la vita;
nel cielo, all’inferno, sulla terra e nell’aria
ricerca senza fine e risultato!
Avessi una sola volta veduto il suo sguardo
accendere di gloria le nubi che mi perdono,
mai avrei gridato vilmente il desiderio
di non pensare, di non essere più;
mai avrei chiamato benedetto l’oblio,
né, volgendo mani ansiose alla morte,
avrei chiesto di mutare in riposo insensibile
l’anima senziente, il respiro della vita –
Oh, che io muoia  – perché potete e volontà
mettano fine alla lotta crudele;
e il bene vinto, e il male vincitore
si perdano in un solo riposo!»

EMILY JANE BRONTË

Published in: on aprile 12, 2020 at 07:40  Lascia un commento  

Il dopo

Sulla mia terrazza
Il sole è sempre uguale
Forse, ma il resto no.
Non so se meglio o peggio.
Innanzitutto il silenzio irreale
Che si imprime nelle orecchie,
Non che ci fosse chiasso,
Sono nel verde,
Tuttavia ricordo i rumori
Della vita di prima, un aereo,
Un’ auto lontana,
Il vociare dei passanti
Nei sentieri del canale sottostante.
L’aria è migliore si’,
L’acqua del canale tanta
E chiara davvero, certo.
La natura mi dice
Che sta meglio di prima,
Perché da ora c’è un prima,
Su cui pensare sicuramente,
Errori si’ vero, cambiamenti
Da tentare, effettuare, radicali,
Importanti, su noi stessi, su tutto.
Eppure oggi questo silenzio
È troppo, è incombente,
Come la gente che sta male
Sotto i respiratori che mancano,
Come le infinite bare
Sui camion militari,
Come i saluti mai dati ai cari,
A chi se ne è andato,
Le sepolture mai avvenute,
Come le solitudini di tutti.
Io non so davvero perché
Tutto ciò ora, e davvero nessuno
Lo può sapere, un’ ora buia
Che ricorda quella
Della morte di Cristo,
Che ricorda le sue parole umane
“Dio perché mi hai abbandonato?”.
Sono le parole dell’uomo sofferente,
Della nostra umanità sofferente,
Del dolore immenso
Che percorre le nostre
Esistenze congelate.
Difficile sorridere.
Tuttavia ora guardo gli alberi.
È stato freddo nei giorni scorsi,
Eppure sono pieni di gemme, resilienti,
Piccole e verdi.
Sono la speranza,
La nostra speranza di rinascita
Che porterà via da noi
Questo incubo terribile
Tra sorrisi e lacrime di gioia
E darà al silenzio i colori
Della pace e di un nuovo inizio.
E sarà il dopo.

Piera Grosso

Published in: on aprile 12, 2020 at 07:08  Comments (3)  

89 anni

Ave Maria piena di grazia
il respiro mi manca
e sono tanto stanca
Stavolta è l’ora
Madonnina amata
ho dolore in petto
e mia figlia è lontana
non la fanno venire
non la potrò salutare.
Ave Maria piena di grazia
Mi scoppia la testa
e sono tanto stanca.
Madonnina mia fra poco
finalmente ti vedrò
ma prima accogli la mia preghiera
non lasciarla mai sola, pensaci tu
consolala
salvala da questo flagello
è giovane lo sai
deve vivere ancora
la vita che Dio le ha concesso
così sia.
Ave Maria piena di grazia
Madonnina mia
io sono serena
non sento più dolore
fra poco ti vedrò
…finalmente.

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 12, 2020 at 06:53  Comments (8)