Immagine e poesia

Ci giunge un graditissimo comunicato della nostra Maristella Angeli in margine ad una recentissima pubblicazione sulla Webzine “Immagine & Poesia”:

Pubblicata l’antologia “Immagine e Poesia” Vol. 7/2020, Movimento Internazionale Letterario-Artistico “Immagine e poesia”, Torino, Italia.
Hanno partecipato 48 Paesi e 116 Artisti e poeti, tra cui Maristella Angeli e Sandro Orlandi con le loro liriche  “Portami con te”  e “Il mio Maestro”  – Lidia Chiarelli e Huguette Bertrand, Editori
Questa Antologia è dedicata a Lawrence Ferlinghetti, 101 anni, il 24 marzo 2020.

Potete accedere al contenuto dell’antologia con questo link:  https://immaginepoesia.jimdofree.com/e-book-2020/

Portami con te

Portami con te
Fiumi di champagne
non basterebbero
a festeggiare questo amore
che rinnova l’anima.
M’immergo in un fiume
per essere acqua
avere energia
per superare monti
dalle cime elevate.
Affondo nella terra
per divenire fiore
affinché tu mi colga
per portarmi con te.

Maristella Angeli

§

Il mio maestro

Il mio maestro
È il silenzio
che avvolge l’anima
pungola il pensiero
costringe la coscienza
profondo
assoluto
padrone
infinito
È il silenzio
ormai l’unico compagno
mi predice il futuro
mi indica la strada
dove devo andare
È il silenzio
che comanda adesso
mi insegna come fare
per non sbagliare
mai più.

Sandro Orlandi

Published in: on maggio 31, 2020 at 08:20  Comments (8)  

Pensiero a Lisa

T’avrei cercata fin su e giù pei poli
Intorno all’equatore
Lungo meridiani e paralleli
Sul fondale dei mari
Per la via galassia
Tra gli alberi nei boschi
Tra i banchi dei mercati
In ogni vernissage e nei conventi
Nei palazzi o le favelas
Nei musei e nelle chiese
Tra i suoni e le parole
La notte e il giorno senza mai stancarmi…

Se non t’avessi un giorno all’improvviso
trovata e subito riconosciuta.
Come un micetto, perso e tenerello
t’ho presa in braccio e t’ho portata via.

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 31, 2020 at 07:46  Comments (1)  

Virus

Però che pena
veder fuggire via
i giorni
senza poterli afferrare.

Sandro Orlandi

Published in: on maggio 31, 2020 at 07:36  Comments (9)  

Un salmo della vita

A PSALM OF LIFE

Tell me not, in mournful numbers,
   “Life is but an empty dream!”
For the soul is dead that slumbers,
   And things are not what they seem.

Life is real! Life is earnest!
   And the grave is not its goal;
“Dust thou art, to dust returnest,”
   Was not spoken of the soul.

Not enjoyment, and not sorrow,
   Is our destined end or way;
But to act, that each to-morrow
   Finds us farther than to-day.

Art is long, and Time is fleeting,
   And our hearts, though stout and brave,
Still, like muffled drums, are beating
   Funeral marches to the grave.

In the world’s broad field of battle,
   In the bivouac of Life,
Be not like dumb, driven cattle!
   Be a hero in the strife!

Trust no Future, howe’er pleasant!
   Let the dead Past bury its dead!
Act,–act in the living Present!
   Heart within, and God o’erhead!

Lives of great men all remind us
   We can make our lives sublime,
And, departing, leave behind us
   Footprints on the sands of time;

Footprints, that perhaps another,
   Sailing o’er life’s solemn main,
A forlorn and shipwrecked brother,
   Seeing, shall take heart again.

Let us, then, be up and doing,
   With a heart for any fate;
Still achieving, still pursuing
   Learn to labor and to wait.
 

 

§

Non dirmi in tristi versi

Che la vita è un sogno vuoto!

Che l’anima che sogna è morta,

E le cose sembrano ciò che non sono.

 

La Vita è reale! La Vita è sincerità!

E la tomba non è il suo traguardo;

Sei polvere e polvere tornerai –

Questo l’anima non riguarda.

 

Non al godimento, né al dispiacere,

La nostra fine o via è destinata;

Ma ad agire, e che ogni domani

Ci trovi più oltre l’odierna giornata.

 

Il lavoro è lungo e il Tempo scorre,

E il nostro animo, benché prode e forte,

Come soffocato tamburo batte

Le marce funebri fino alla morte.

 

Nel campo di battaglia del mondo,

Nel bivacco della Vita, ogni momento,

Non essere come muto bestiame!

Sii un eroe nel combattimento !

 

Non fidarti del Futuro, benché lusinghiero!

Che il Passato seppellisca la sua opera!

Agisci, agisci nel Presente che vive!

Il cuore dentro, e Dio al di sopra!

 

Le vite dei grandi ci spingono

A fare delle nostre vite un portento,

E, morendo, a lasciare dietro di noi

Le nostre impronte sulle sabbie del tempo;

 

Le impronte , che forse un altro –

Un fratello solo e naufragato,

Navigando sul maestoso mare della vita,

Vedendo, di nuovo si sentirà rincuorato.

 

Dunque stiamo desti e facciamo,

Con il cuore per ogni evento;

Sempre realizzando, sempre perseguendo,

A lavorare e aspettare impariamo.

HENRY WADSWORTH LONGFELLOW

Published in: on maggio 31, 2020 at 07:13  Lascia un commento  

Congedo

Scusate, ci ho provato
lo so è un problema mio
ma senza l’armonia di un sottofondo
ci giro in tondo in tondo
ma di parole sento uno stridio;
son’io estranea al mio secolo?
Mi piacerebbe di farmi ibernare
per risvegliarmi duecent’anni avanti
chissà quale poesia vivrà fra i tanti
secoli del passato?
Il testo forse sarà di una canzone?
Scusate se mi serve un’armonia
ove far galleggiare le parole
lievi farfalle, sole
a darmi un’emozione.
Scusate, ci ho provato, vado via.

Viviana Santandrea

Published in: on maggio 30, 2020 at 07:24  Lascia un commento  

Petali di luna

sulla distesa d’acqua
scivolano amori
dentro il silenzio
addensati
dall’ombra della notte
sinfonie stellari
sgorgano
e si ricreano
dove la luna
fa cadere
i suoi petali di poesia

Giovanni De Simone

Published in: on maggio 30, 2020 at 07:11  Comments (9)  

Il rovere abbattuto

Il gigantesco rovere abbattuto
l’intero inverno giacque sulla zolla,
mostrando in cerchi, nelle sue midolla,
i centonovant’anni che ha vissuto.
Ma poi che Primavera ogni corolla
dischiude con le mani di velluto,
dai monchi nodi qua e là rampolla
e sogna ancora d’essere fronzuto.
Rampolla e sogna – immemore di scuri
l’eterna volta cernIa e serena
e gli ospiti canori e i frutti e l’ire
aquilonari e i secoli futuri…
Non so perché mi faccia tanta pena
quel moribondo che non vuoI morire.

GUIDO GOZZANO

Published in: on maggio 30, 2020 at 07:07  Comments (1)  

La felicità

LA CONTENTESSA

Cossa saràla mai la contentessa?
La pianta del dolor che se scavessa.
Se dopo la rebuta con pì forsa
alora la speransa la se smorsa.
Ma po la contentessa con ci stàla?
Co i siori che fa festa drento en sala
con tanto de possada e de piron
o ensieme co i pitochi
che pocia el so bocon
nel piato su i zenoci?

§

Cosa sarà mai la felicità?
La pianta del dolore che si spezza.
Se poi rinasce con più forza
allora la speranza si spegne.
Ma poi con chi s’accompagna la felicità?
Con i ricchi che fanno festa dentro la sala da pranzo
con tanto di coltello e di forchetta
o assieme con i poveretti
che intingono il loro boccone
nel piatto sulle ginocchia?

Bruno Castelletti

Published in: on maggio 29, 2020 at 07:42  Lascia un commento  

Fiori appassiti

Questo tempo mi veste

dei suoi sussurri

mi accarezza

coi suoi lamenti

fiori appassiti

di un’età che avanza

e m’affanno a respingere

l’oblio

di quel che è stato

 

Gavino Puggioni

Published in: on maggio 29, 2020 at 07:38  Comments (1)  

Canto dello spirito della terra

lo sono la voce
della Terra.
Tutto ciò che a essa appartiene
è mio,
tutto ciò che essa pensa
è mio,
tutto ciò che essa soffre
è mio,
ed è mio tutto ciò che la circonda.
Così è bene,
così tutto è perfetto.

CANTO NAVAJO

Published in: on maggio 29, 2020 at 07:01  Comments (1)