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Dans le téléphone

dorment des paroles d’amour

un morceau de ciel est en place

par la fenêtre

mais le mur garde

une empreinte de doigt distincte seulement sous les lampes.

Un visage se tait dans le miroir.

Un pas qui enjambe l’absence a laissé son empreinte sur le palier.

N’habitons pas ici.

Trop de secrets

sont restés bouche à bouche.

D’autres seront à nous.

Ailleurs.

 

§

Nel telefono
dormono parole d’amore
un pezzo di cielo è al suo posto
alla finestra
ma il muro conserva
un’impronta di dita distinta solo sotto le lampade.
Un volto tace nello specchio.
Un passo che attraversa l’assenza ha lasciato la sua orma sul pianerottolo.
Non abitiamo qui.
Troppi segreti
sono rimasti bocca a bocca.
Altri saranno nostri.
Altrove.

MARIE-CLAIRE BANCQUART

Published in: on maggio 10, 2020 at 07:48  Lascia un commento  

Trascorsa l’estate

guardo a domani
nuvole sorvolano
tetti senza rondini…
Ricordo il festoso
volo e attendo
il sereno ritorno…
Mentre muovo
lenti passi
abbrevio sentieri
memori del riposo…
In una goccia
rifletto il futuro
aspetto si avveri…

Antonietta Ursitti

Published in: on maggio 10, 2020 at 07:05  Lascia un commento  

Sento crescere l’erba

Eppure, mi manca il coro di messa, un ubriaco.
Il flit della vicina che scaccia via le mosche.
Mi manca questa ingenua vacanza dalla vita
quella che picchia giù duro e miete sassi
quella che prima o poi muori, e buonasera.
Mi manca la Filanda con i suoi puzzi intorno
l’acqua di cera del lago ai primi soli;
distendersi alle pietre per diventare scuri
e fare via anche i segni di certe canottiere
stampate sulla pelle come dei peli al pube.
Mi manca il cane matto ai calcagni del postino
la sua promessa mezza feroce e mezza finta;
e certe trasparenze di sottovesti al filo
per asciugare i conti col figlio del droghiere
col senso del peccato di sabato, poi basta.
Mi manca l’oratorio col prete nigeriano
il suo colore d’Africa che dava sul curioso.
Mi mancano le corse e i racconti del tramvai
di quando le rotaie venivano fin qui;
e per andare al Duomo si salutava un po’
come partire in guerra o in miniera. Manca, si
un po’ di tutto questo e qualcosa che non so
che gira nella pancia e mica viene su.
Sarà il magone per tanti morti, chi lo sa?
andare per le strade era facile, ora più.

Massimo Botturi

Published in: on maggio 10, 2020 at 06:56  Lascia un commento