La morte del ricco

Ha il prete a lato, e il nembo urla di fuori:
un sinedrio d’ombre incappucciate
gli siede intorno: egli ode… — Accusatori,
accusate! accusate! —
Sorge una donna: egli mentì l’amore!
Sorge un bimbo: il mio nome ei mi negò!
Sorge un villano: io vuo’ strappargli il core,
che mi fece sudare e mi rubò!
Un soldato: ed io caddi ucciso in guerra,
prima uccisor che ucciso; egli m’ha tolto
vita e innocenza. — E tu spettro che hai? —
Fame. — E tu? — Freddo. — E tu? — Voglio odiar-
lo! che per anni lunghi io lavorai
e non ebbi un minuto per amar. —
Voi chi siete? — Signore, un assassino. —
Voi? — Mio signore, un ladro! ah! ma il delitto
non s’ama, egli è un destino
che nella fronte, esso che muor, ci ha scritto! —
E tu perchè l’abbranchi? — Ero fanciulla
pura e bella; e son morta all’ospedal!… —
Tu perchè fremi? — Ah! ch’io morii nel nulla,
io ch’ero nato a vivere immortal!… —
Venga l’esecutor! Dubbio, t’avanza!
fissalo col tuo grande occhio sbarrato!
Costui d’un’altra vita ha la speranza:
che muoia disperato!

GIOVANNI PASCOLI

Published in: on settembre 1, 2020 at 07:11  Lascia un commento  

Questa nostra musica

Così in questa
Sera di giugno piovosa
Come autunno,
Con questo swing lento e dolce
Come la giornata che se ne va,
Tu sei di nuovo qui,
Ma non ti afferro,
Amore mio, l’unico
Da chiamare amore,
Ma dove sei? Fatti vedere
Un solo attimo per favore,
Così che io sappia
Che sei davvero esistito,
Che ci siamo amati,
Fatti vedere che
Voglio ballare con te
Questa nostra musica.
Per sciogliere la tristezza di te.
Caro amore…

Piera Grosso

Published in: on settembre 1, 2020 at 07:05  Comments (1)  

Pazzi e poeti

Dicono che solo i pazzi o i poeti
possano arrampicarsi sulle pareti
e andare a comprare il cielo oltre il soffitto.
O che sentano le voci
nel frastuono del silenzio
che da sempre li accompagna.
Dicono che solo i pazzi o i poeti
possano parlare con chi non c’è
o intavolare discussioni con l’altro io.
O che vedano fiumi scorrere
tra le mani e passeri zampettare sulla spalla
tra i rami nudi di realtà vagheggiate.
Dicono che solo i pazzi o i poeti
siano attrezzati per l’aldilà
perché lo misurano appena nati.
O che si perdano nei sogni
felici di non trovare più la strada
e inoltrarsi su sentieri di bosco.
Dicono che solo i pazzi o i poeti
ascoltino i discorsi delle nuvole
mentre lasciano le loro ombre sui campi.
O che sappiano cogliere filamenti
di luce quando non è stagione
o adagiare gli aquiloni sopra gli arcobaleni.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 1, 2020 at 06:57  Comments (2)