Shell Beach

Tra strisce ocra
sul nastro grigio asfalto
come in moviola, scorrono veloci
miriadi di piccole corolle
timidamente fuxia;

Primavera le ha accese
ai piedi di cespugli inariditi.
Terra d’Australia fitta di sorprese
quale pittore fu che ti dipinse?
Dall’orizzonte un biancore che acceca
e nel sole trasluce
va a perdersi nel mare
ne dissolve l’azzurro
il cielo vi si specchia e impallidisce.
Stupore e incantamento!
Sulla candida coltre di conchiglie
sfarinate dal tempo
affonda il passo tra le meraviglie.

Viviana Santandrea

Published in: on settembre 5, 2020 at 07:47  Lascia un commento  

La partenza

Ecco quel fiero istante;
Nice, mia Nice, addio.
Come vivrò, ben mio,
così lontan da te?
Io vivrò sempre in pene,
io non avrò più bene;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Soffri che in traccia almeno
di mia perduta pace
venga il pensier seguace
su l’orme del tuo piè.
Sempre nel tuo cammino,
sempre m’avrai vicino;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Io fra remote sponde
mesto volgendo i passi,
andrò chiedendo ai sassi,
la ninfa mia dov’è?
Dall’una all’altra aurora
te andrò chiamando ognora,
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Io rivedrò sovente
le amene piagge, o Nice,
dove vivea felice,
quando vivea con te.
A me saran tormento
cento memorie e cento;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Ecco, dirò, «quel fonte,
dove avvampò di sdegno,
ma poi di pace in pegno
la bella man mi diè.
Qui si vivea di speme;
là si languiva insieme»;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Quanti vedrai giungendo
al nuovo tuo soggiorno,
quanti venirti intorno
a offrirti amore e fé!
Oh Dio! chi sa fra tanti
teneri omaggi e pianti,
oh Dio! chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Pensa qual dolce strale,
cara, mi lasci in seno:
pensa che amò Fileno
senza sperar mercé:
pensa, mia vita, a questo
barbaro addio funesto;
pensa… Ah chi sa se mai
ti sovverrai di me!

PIETRO METASTASIO

Published in: on settembre 5, 2020 at 07:37  Lascia un commento  

Dopo la tempesta

Passata la tempesta
non basterà il canto degli uccelli
a rallegrarci il cuore
usciremo inermi
dai nostri bunker familiari,
lungo la strada ancora in salita
alle nostre spalle il cecchino invisibile
ci seguirà come un’ombra:
sarà dura convivenza
sarà un tempo ignoto
a prenderci per mano
avremo bisogno di armi speciali
nessun proiettile
nessuna canna di fucile
abbasserà la paura
insieme affronteremo il domani
mentre inventeremo una nuova vita
un nuovo destino da scrivere
ognuno con piena e risvegliata coscienza
se avremo la forza e il coraggio di farlo.

Roberta Bagnoli

Published in: on settembre 5, 2020 at 07:07  Comments (3)