In memoria di Sepulveda

Non invidiare la penna d’altri
usa la tua penna
intingila nei cirri d’oro porpora
aspergila d’acqua di sogno
carezzala in stanza solatia
irrorata di fantasia
e vola libero
oltre le pastoie del solito noto
torna fanciullo
e vivi impavido
senza timore del tiranno
nell’infinito mare della vita.

Roberta Bagnoli

Published in: on settembre 12, 2020 at 07:15  Comments (4)  

Giulio

Giulio legge libri impegnativi.
Testi importanti a piccoli caratteri.
Arriva presto a sedersi sulla solita panchina
ancora calda di sé dal giorno prima.
Ha bisogno dello stesso orizzonte di ieri
quando alza lo sguardo dalle parole
avvertendo la curiosità di qualcuno.
Giulio legge libri impegnativi:
saggi sulle religioni e poi psicologia, storia.
Il libro è fra i suoi piedi a terra, poggiato,
e lui c’è sopra alla giusta distanza
della sua presbiopia.
E’ attento all’intorno e s’alza talvolta
a togliere oggetti diventati rifiuti
della maleducazione disumana.
Giulio legge libri impegnativi
e fuma sigari toscani: cinque alla settimana.
Il COVID e la Direzione dell’ospizio
gli hanno imposto limiti spaziali e temporali
e un filtro marchiato CE al tenero sorriso.
Porto io talvolta a Giulio i sigari toscani
e una cioccolata al latte della ICAM.

Carlo Baldi

Published in: on settembre 12, 2020 at 07:14  Lascia un commento  

Il piatto paese

LE PLAT PAYS

Avec la mer du Nord pour dernier terrain vague

Et des vagues de dunes pour arrêter les vagues

Et de vagues rochers que les marées dépassent

Et qui ont à jamais le cœur à marée basse

Avec infiniment de brumes à venir

Avec le vent de l’est écoutez-le tenir

Le plat pays qui est le mien

Avec des cathédrales pour uniques montagnes

Et de noirs clochers comme mâts de cocagne

Où des diables en pierre décrochent les nuages

Avec le fil des jours pour unique voyage

Et des chemins de pluie pour unique bonsoir

Avec le vent d’ouest écoutez-le vouloir

Le plat pays qui est le mien

Avec un ciel si bas qu’un canal s’est perdu

Avec un ciel si bas qu’il fait l’humilité

Avec un ciel si gris qu’un canal s’est pendu

Avec un ciel si gris qu’il faut lui pardonner

Avec le vent du nord qui vient s’écarteler

Avec le vent du nord écoutez-le craquer

Le plat pays qui est le mien

Avec de l’Italie qui descendrait l’Escaut

Avec Frida la Blonde quand elle devient Margot

Quand les fils de novembre nous reviennent en mai

Quand la plaine est fumante et tremble sous juillet

Quand le vent est au rire quand le vent est au blé

Quand le vent est au sud écoutez-le chanter

Le plat pays qui est le mien

 

§

Con il mare del Nord come unico terrapieno,

e delle onde di dune per fermare le onde

e delle onde di roccia che le maree oltrepassano

che hanno per sempre il cuore in bassa marea,

con infinità di nebbie a venire,

con il vento dell’Est, ascoltatelo trattenere

il piatto paese che è il mio

Con le cattedrali come sole montagne,

e campanili neri come alberi della cuccagna,

dove diavoli di pietra agguantano le nubi,

con il filo dei giorni per unico viaggio

e delle strade di pioggia come sola buonasera,

con il vento dell’Ovest, ascoltatelo desiderare

il piatto paese che è il mio

Con un cielo così basso che un canale s’è perduto,

con un cielo così basso da creare l’umiltà,

con un cielo così grigio che un canale s’è impiccato,

con un cielo così grigio da farsi perdonare,

con il vento del Nord che viene a tormentarsi,

con il vento del Nord, ascoltatelo battere

il piatto paese che è il mio

Con l’Italia che scenderebbe l’Escaut,

con Frida la bionda quando diventa Margot,

quando i figli di novembre ci tornano in maggio,

quando la piana è fumante e trema sotto luglio,

quando il vento ride, quando il vento è sul grano,

quando il vento è a Sud sentitelo cantare

il piatto paese che è il mio

JACQUES BREL

Published in: on settembre 12, 2020 at 06:52  Lascia un commento