IL TUNNEL

La mia malattia è un tunnel in cui sono entrata quasi un anno fa. Non mi manca il coraggio, non ho neanche paura, sono solo stanca di ospedali e visite e esami e parole e tutto quanto. Tutti quelli che mi amano, non vogliono più sentire che dico qualcosa al riguardo, non accettano i miei attimi di ribellione, di spaccatura, di libertà dalla malattia. La salute è il bene primario, ricordiamocelo tutti, quando stiamo bene o quando riusciamo ad uscire da qualche tunnel fortunosamente. Io comunque ci sono dentro ancora, adesso sto qui in ospedale aspettando…aspettando sola, causa covid. Eppure ce la farò, sono di materiale resiliente, vengo da generazioni di resilienza, ma in questi giorni qualcosa mi accade. Mi accade per esempio tutta questa stanchezza e il dolore, che hanno mutato ancora di più la qualità della mia vita, ancora di più….un peggioramento. Chi l’ha detto che è più importante la quantità a scapito della qualità? Ci sono state vite brevi che hanno valso 100 anni e lunghe vite senza un senso. Veramente io vorrei che la mia fosse lunga e piena di senso, piena di tutto. Proprio stamattina scrivevo ad un amico “ho ancora tanto da dire, fare, viaggiare, dare e amare”.
Guardo il sole quasi al tramonto con una grande speranza, oggi sono stata meglio con i miei acciacchi correlati alla cura, forse sto proprio vincendo questa lotta fatta di passi felpati e passi pesanti perché il nemico devo scacciarlo ed è un nemico dichiarato, ma subdolo. Intanto vivo, il più possibile, per quanto riesco e come posso, contornata da chi mi ama di più e nonostante. Vivo perché vivere è esaltante e miracoloso.

Piera Grosso

Published in: on settembre 18, 2020 at 07:01  Comments (9)  

Io ti cielo

YO TE CIELO

¿Se pueden inventar verbos?

quiero decirte uno: yo te cielo,

así mis alas se extienden enormes para amarte sin medida…

§

È lecito inventare dei verbi nuovi?
Voglio regalartene uno:
io ti cielo,
così che le mie ali
possano distendersi smisuratamente,
per amarti senza confini

FRIDA KAHLO

Published in: on settembre 18, 2020 at 07:00  Comments (4)  

Dedicato (a Graziella)

La vita è un soffio,
un lampo fugace,
un respiro tra terra e cielo,
una lama di luce
a squarciare il gelo del buio
e adesso che la notte è calata
sulle tue pupille prosciugate di sale,
stanche di pregare
ti vedo rondine libera
a garrire nel cielo versi immortali
per il creato e per noi increduli
col pianto in gola
e un fiore sul petto
a lasciarti andare pura
incontro alla luce
che tutto accoglie e rigenera
nell’abbraccio divino.
Mi mancherai amica di cuore
e di penna sublime
ma ti ritroverò nel fruscio del vento
nella zolla arata di fresco
e in ogni canto d’uccello
al sorgere del sole.

Roberta Bagnoli

Published in: on settembre 18, 2020 at 06:59  Comments (8)  

Sognai le stelle

Quante orme!
Poi, m’inginocchiai
sull’ultimo centimetro d’asciutto
per catturare la curva dell’onda.
Quanti sogni!
Invece, scarabocchiai
il primo tratto di futuro
immaginando l’uomo che non ero.

Quanta vita!
Così, m’addormentai
al suono falso di sirena stramba
per scopiazzare Ulisse ed altri eroi.
Quanta gloria!
In verità, sognai le stelle,
le stesse sopra la mia testa,
e contemplai la notte danzatrice.
Quanti passi!
Ballava sulla pista dei miei anni,
apriva i suoi chiarori allo scirocco
ma non a me che li aspettavo.

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 18, 2020 at 06:53  Comments (1)