L’alba di Praga

.
A Praga mentre biancheggia l’alba
la neve cade
liquida
plumbea.
A Praga pian piano il barocco appare
agitato, lontano,
le dorature annerite
di tristezza.
Sul ponte Carlo quarto, le statue
sono uccelli venuti
da un pianeta morto.
A Praga il primo tram ha lasciato il deposito,
coi vetri illuminati, gialli, caldi.
Ma io so
che dentro ci fa un freddo glaciale
il fiato
del primo viaggiatore non l’ha scaldato
ancora.
A Praga Pepih beve il suo caffellatte
nella cucina bianca, la tavola di legno è
ben pulita.
A Praga rnentre biancheggia l’alba
la neve cade
liquida
plumbea.
A Praga passa una vettura
una carretta tirata da un solo cavallo
davanti al cimitero ebreo.
La carretta è carica di nostalgia
d’un’altra città
e il carrettiere sono io…
A Praga pian piano il barocco appare
agitato, lontano,
le dorature annerite
di tristezza.
A Praga nel cimitero ebreo silenziosa,
muta, la morte…
Ah, mio amore, mio amore,
l’esilio è peggio della morte…
.
NAZIM HIKMET
Published in: on settembre 26, 2020 at 07:45  Lascia un commento  

Comprendi il cuore?

Comprendi il cuore?

questo muscolo così perfetto e indomito

che si abbandona al pianto

mentre cerca un sorriso

e segna il tempo di una vita

 nascosto eppure visibile negli occhi?

 

Maria Attanasio

Published in: on settembre 26, 2020 at 07:03  Comments (1)  

Meteore

di nascosto
da quella me tergiversante
che mi gabbava con romanticismi
_scrisse perfino di gabbiani e amori_
m’incontro coi poeti del disordine
quelli dei fiori morti e giorni dispari

prendo distanza
dai qualunquismi del dolore
dalle lamentazioni mie ed altrui
dalle epopee di eroi crepuscolari
scritte su pagine di sabbia

siamo fugaci apparizioni
fuochi di paglia apparsi per un attimo
e subito scomparsi
in una pandemia d’assuefazione

Cristina Bove

Published in: on settembre 26, 2020 at 07:01  Lascia un commento