Il primo cantico

THE FIRST CHANTEY

Mine was the wornan to me, darkling I found ber:
Raling ber durnb frorn the carnp, held ber and bound her.
Rot rose ber tribe on our track ere I had proved her;
Rearing ber laugh in the gloorn, greatly I loved her.

Swift through the forest we ran, none stood to guard us,
Few were rny people and far; then the flood barred us
Rirn we calI Son of the Se a, sulle n and swollen.
Panting we waited the death, stealer and stolen.

Yet ere they carne to rny lance laid for the slaughter,
Lightly she leaped to a log lappe~ in the water;
Rolding on high and apart skins that arrayed her,
Called she theGod of the Wind that Re should aid her.

Life had the tre e at that word (Praise we the Giver!),
Otter-like left he the bank for the full river.
Far fell their axes behind, flashing and ringing,
Wonder was on me and fear – yet she was singing!

Low lay the land we hadleft. Now the blue bound us,
Even the Floor of the Gods level around uso
Whisper there was not, nor word, shadow nor showing,
Till the light stirred on the deep, glowing and growing.

Then did Re leap to Ris pIace flaring frorn under,
Re the Cornpeller, thç SUD, bared to our wonder.
Nay, not a league frorn our eyes blinded with gazing,
Cleared Re the Gate ofthe World, huge and amazing!

This we beheld (and we live) – the Pit of the Burning!
Then the God ~poke to the tree for our retur~ing;
Back to the beach of our flight, fearless and slowly,
Back to our slayers went he; but we were holy.

Men that were hot in that hunt, wornen that followed,
Babes that were prornised our bones, trernbled and wallowed
Over the necks of the Tribe crouching and fawning
Prophet and priestess we carne back frorn the dawning!

§

Quella donna era mia, ora, la trovai lì nel buio.
Portandola via dal campo ammutolita, la legai.
La sua tribù ci inseguì furente, prima che la toccassi.
Udendo il suo riso nel buio, molto l’amai.

Corremmo rapidi nel bosco, nessuno a proteggerci.
Pochi e lontani i miei; poi ci bloccò l’inondazione,
figlia del mare (così la chiamiamo), cupa e gonfia.
Aspettammo ansando la morte, predatore e preda.

Ma prima che arrivassero al tiro della mia lancia,
lei balzò su un tronco, lieve, in mezzo all’acqua;
e tenendo sollevate e aperte le pelli che la vestivano
invocò il Dio del Vento in suo soccorso.

L’albero prese vita a quelle parole (lode al Donatore!),
come lontra prese il largo, s’immise nel flusso,
mentre le loro asce cadevano invano, tra guizzi e tonfi.
Stupore e timore mi tennero -ma lei cantava!

Bassa laggiù la terra. L’azzurro ci cingeva,
il suolo degli Dei liscio intorno a noi.
Non sussurro, non parola, non ombra o apparizione,
finché la luce s’agitò sulle acque, splendente e crescente.

Allora il dio balzò al suo posto, balenando,
lui, il Reggitore, il Sole, nudo al nostro stupore.
Anzi, neanche a una lega dai nostri occhi abbagliati,
aperse la Porta del Mondo, enorme e stupefacente!

Oh, vedemmo (restando vivi) – l’abisso di fuoco!
Poi il dio parlò all’albero del nostro ritorno;
e si rivolse alla spiaggia della nostra fuga, lento, intrepido,
verso i nostri inseguitori; ma sacri eravamo, ora.

Quegli uomini così furiosi, e le donne che li seguivano,
e i piccoli cui erano promesse le nostre ossa, s’inchinarono
tremebondi. Sulla vinta tribù, piegata e servile,
dall’alba tornammo profeta e sacerdotessa!

RUDYARD KIPLING

Published in: on ottobre 8, 2020 at 07:31  Lascia un commento  

Prima della notte

Le montagne adagiate
si distendono
nel letto celeste carminio
della sera silente.
Profuma il cielo
di luce cosmica.
Sale dalla terra
il fruscio degli alberi
che cullano i nidi,
sale dalle case stanche
l’effluvio caldo d’amore
insieme col dolce vento.
Dona la sera pace e riposo
agli esseri tutti.
Anche le pietre
chiudono gli occhi,
felici di sognare.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 8, 2020 at 07:25  Comments (2)  

In questo circolo

In questo circolo di creature impazzite

sono l’ombra di un albero ferito,

il leone che corre senza meta per la savana,

l’anima della fiera abbattuta.

Ma soprattutto l’eco del mondo

che subisce la sua perdizione.

Simone Magli

Published in: on ottobre 8, 2020 at 07:24  Lascia un commento