Giorni di scuola

Si crede che a sei anni non s’abbiano pensieri

il sole sulla faccia anche a notte

un cuore mite.

Eppure, quella chiave là sotto lo zerbino

faceva già un po’ vecchio il mio modo di arrivare.

Pigiavo poche luci, con parsimonia, e andavo

al posto apparecchiato da sempre.

C’era il pane

una caraffa d’acqua col piatto di minestra

il letto fatto e teso, il pitale già svuotato.

I giorni trascorrevano da naufrago felice.

A volte se pioveva restavo sotto vento

coperto dalle scale ascoltandone il rumore.

A volte, se pioveva, volevo la mia mamma.

 

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 14, 2020 at 07:33  Comments (1)  

Fiaba d’estate

Un airone mattiniero
In alto volò
E con colpo d’ala,
spense l’ultima stella.

Un gabbiano. improvviso
correndo sull’acqua,
accese il sole,
svegliando il mare.

Camminando sulla sabbia,
ho scritto il tuo nome,
ma un’onda maliziosa
lo lesse e gelosa,
se lo portò via.

Sulla sabbia bagnata,
la mia orma è sparita,
il tuo nome nel mare,
il mio cuore tremante,
raccolsi conchiglia,
aveva inciso il tuo nome.

Marcello Plavier

Published in: on ottobre 14, 2020 at 07:29  Lascia un commento  

Invece di parole

Il mio amore ha una veste bianca e lunghissima
di sonno, d’insonnia e di nozze,
va a sedersi la sera a un tavolino
sopra cui posa un pettine, due fiale,
una spazzola, invece di parole.
Dagli abissi della chioma pesca
molte forcine e poi le mette in bocca, invece di parole.

La scompiglio, lei si pettina,
nuovamente scompiglio. Poi che resta?
Lei si addormenta invece di parole,
e il suo sonno ormai mi conosce,
scodinzola con la sua coda di sogni lanosi,
il suo ventre s’è impregnato facilmente
di tutte le funeste profezie
della fine dei tempi.

Io la sveglio: siamo gli umili
strumenti di un difficile amore.

YEHUDA AMICHAI

Published in: on ottobre 14, 2020 at 07:14  Comments (1)