La tovaglia

Le dicevano: – Bambina!
che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l’hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch’è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
i tristi, i pallidi morti!

Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. 

E` già grande la bambina:
la casa regge, e lavora:
fa il bucato e la cucina,
fa tutto al modo d’allora.
Pensa a tutto, ma non pensa
a sparecchiare la mensa.
Lascia che vengano i morti,
i buoni, i poveri morti.

Oh! la notte nera nera,
di vento, d’acqua, di neve,
lascia ch’entrino da sera,
col loro anelito lieve;
che alla mensa torno torno
riposino fino a giorno,
cercando fatti lontani
col capo tra le due mani.

Dalla sera alla mattina,
cercando cose lontane,
stanno fissi, a fronte china,
su qualche bricia di pane,
e volendo ricordare,
bevono lagrime amare.
Oh! non ricordano i morti,
i cari, i cari suoi morti!

 Pane, sì… pane si chiama,
che noi spezzammo concordi:
ricordate?… E` tela, a dama:
ce n’era tanta: ricordi?…
Queste?… Queste sono due,
come le vostre e le tue,
due nostre lagrime amare
cadute nel ricordare! 

GIOVANNI PASCOLI

Published in: on dicembre 31, 2020 at 07:08  Comments (3)  

Giardino d’inverno

 

sul vetro della serra il vapor acqueo
scivola sugli auguri della festa
_seminammo l’incerto di speranza_
di fioritura postuma e segreta
potremmo inabissarci nelle favole
per eludere i mali che si schiudono
l’uomo dal fiore in bocca
e in ogni dove

luminarie persistono a distogliere
da strappi inevitabili
_squarci che non c’è filo che rattoppi_
bagliori  che s’infrangono negli occhi
potremmo rannicchiarci dietro gli angoli
d’un castello di carte
fingendo una corazza antidolore
al cumulo di assenze

siamo terreno fragile
esposto alle tempeste

Cristina Bove

Published in: on dicembre 31, 2020 at 07:01  Lascia un commento  

Chinarsi sul mare

Chinarsi sul mare
dove immergere mani
sparpagliando ombre
su sabbie scure di alghe.

Nuotare sinuosi infilando
screzi di luce, anfratti di sole
nel dondolio dell’onda
increspata di cielo.

Incidere il mare
con parole di prua
senza lasciare traccia.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 31, 2020 at 07:01  Comments (1)  

La felicità

Ricerca affannosa
nel lungo cammino affidato
all’ignoto domani
scovare più a fondo quell’arte
che è il vivere senza rimpianti
felici di un piccolo dono
Un cielo sereno
il volo lontano d’un ala
un gesto che rende più cara
la voce che chiama
La mano più aperta a guardare
le linee segnate a scovare
segreti promesse
Felice di piccole cose che cambiano
grandi programmi
felice ascoltare più dentro
quel battito svelto
Impaurirti potresti
se non sei convinta di esistere
vestita di sole
Ti stringi i tuoi panni a difesa
cerchi restare più calma
svuotata di pena
Cresci nell’attimo stesso
che ti senti felice
sorridi alla vita che scorre
ogni giorno più svelta

Giuliana Angeli

Published in: on dicembre 30, 2020 at 07:49  Comments (2)  

Un’altra me

 

Entra nella mia persona

un’altra me,

una che deve ridere PUBBLICITÀ

e nel riso annega

la solitudine e la malinconia,

a volte la stessa allegria.

E gli altri guardano, indagano

senza capire giudicano.

Nel sogno io

raddoppio la gioia

e sventro dispiaceri.

La felicità è il bene di un altro

nel mio sogno, uno che non mi somiglia.

 

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 30, 2020 at 07:03  Comments (1)  

La parola abbaglia

 

LA PAROLE ÉBLOUIT

 

La parole éblouit et trompe,

parce qu’elle est mimée par le visage,

parce qu’on la voit sortir des lèvres,

et que les lèvres plaisent et que les yeux séduisent.

Mais les mots noirs sur le papier blanc,

c’est l’âme toute nue.

§

La parola abbaglia e inganna
perché è mimata dal viso,
perché la si vede uscire dalle labbra,
e le labbra piacciono
e gli occhi seducono.
Ma le parole nere sulla carta bianca
sono l’anima messa a nudo.

GUY DE MAUPASSANT

Published in: on dicembre 30, 2020 at 06:57  Lascia un commento  

Forse potrebbe

Forse potrebbe

una carezza

sladinare un cuore

dove la bruma ha rattrappito

anche l’ultimo anelito

se una bocca amica

parlasse con la voce nelle mani.

Forse potrebbe

uno sguardo

splendere come un sole

nel vicolo buio

dove l’ombra ha rapito

anche l’ultimo spiraglio

se una lampada attenta

rifrangesse

nella spelonca cupa

i suoi barlumi.

Forse potrebbe

una lacrima

suonare come l’acqua

dove l’arsura

della sabbia infocata

ha flagellato

anche l’ultimo sorso

se una nuvola pia sul deserto

schiudesse gli occhi al pianto.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 29, 2020 at 07:37  Comments (4)  

Notte magica

Tutto tace
solo luci di stelle
fuoco nel camino
notte magica
suona un violino
musica dei ricordi
di carillon
di ninne nanne
e silenzi
di cuori che battono
risuonano echi
foreste nei pensieri
e prati verdi
oceani e tramonti
che il tempo racchiude

Maristella Angeli

Published in: on dicembre 29, 2020 at 07:34  Comments (4)  

Notte: sogno di sparse

Notte: sogno di sparse
finestre illuminate.
Sentire la chiara voce
dal mare. Da un amato
libro veder parole
sparire… – Oh stelle in corsa
l’amore della vita!

SANDRO PENNA

Published in: on dicembre 29, 2020 at 06:50  Lascia un commento  

L’aldilà

O che spaziose stanze celestiali!
Ascendere a loro su gradini aerei.
Giardini paradisiaci pensili sulle nuvole.
L’anima si stacca dal corpo e plana,
Ricorda che ci sono l’alto e il basso.
È vero che abbiamo perso la fede nell’aldilà?
Sono spariti, scomparsi il Cielo e l’Inferno?
Senza prati aldilà della terra come incontrare la Salvezza?
Dove avrà sede l’associazione dei condannati?
Piangiamo, lamentiamoci per la grande perdita.
Copriamoci il volto con il carbone, sciogliamo capelli.
Supplichiamo che ci ritorni l’aldilà.

CZESŁAW MIŁOSZ

Published in: on dicembre 28, 2020 at 07:45  Lascia un commento