Il Cesarino

EL CESARINO

Al luni de matina i muradori
i gheva na gran sé.
Gò en mente el Cesarino
‘n ometo picenin, brusà dal sol
co i oci enbotonè
ma furbi da falcheto.
A olte endél parlar
ghe sucedeva che ‘l s’encoconava.
En luni de bonora
el s’à tacà a la boca
en fiasco de quel rosso
e glù, glù, glù, glù, glù
sensa tirar el fià per en bel poco.
Madona, mi g’ò dito
se seguitè cossita el bevì tuto!
Lu el m’à vardà co l’aria da sornion
po chieto el m’à risposto:
l’è ‘n fondo en… en… en…, endó l’è bon!

§

Al lunedì mattina i muratori
avevano una gran sete.
Mi viene in mente il Cesarino
un ometto piccolo, bruciato dal sole
con gli occhi abbottonati
ma furbi da falco.
A volte parlando
gli succedeva di tartagliare.
Un lunedì di buonora
si è attaccato alla bocca
un fiasco di vino rosso
e glù, glù, glù, glù, glù
senza respirare per un bel poco.
Madonna, io gli ho detto
se continuate così lo bevete tutto!
Lui mi ha guardato con aria sorniona
poi calmo mi ha risposto:
è in fondo do… do… do… dove è buono!

Bruno Castelletti

Published in: on dicembre 3, 2020 at 07:24  Lascia un commento  

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