Gioia, compagna di bordo, gioia!

 

JOY, SHIPMATE, JOY!

Joy, shipmate, joy!,
(Pleas’d to my soul at death I cry,)
Our lite is closed, our lite begins,
The long, long anchorage we leave,
The ship is clearat last, she leaps!
She swiftly courses tram the shore,
Joy, shipmate, joy.

§

Gioia, compagna di bordo, gioia!
(Piacere, griderò alla mia anima alla morte)
la nostra vita è conclusa, la nostra vita incomincia,
partiamo dopo esser stati tanto all’ancora,
la nave è libera finalmente, ora salta!
Velocemente fugge dalla riva,
gioia, compagna di bordo, gioia.

WALT WHITMAN

Published in: on gennaio 31, 2021 at 07:48  Lascia un commento  

Le parole

non colgono il messaggio
si agitano
alla ricerca di un suono

più dolce,
non toccano
la tenerezza

i palpiti

il delirio
confusi dentro un brivido …
ma  gli occhi

si colmano di luce,
si fondono le labbra,
volano accenti
sulla tastiera soffice di toni,
le mani messaggere
nei reconditi spazi
sfiorano le altitudini …
il pudore si spoglia
di cancelli
lascia passare
dove risiede il dono

di te stessa.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on gennaio 31, 2021 at 07:01  Lascia un commento  

Il mondo fuori

 

Stasera
Lascio il mondo fuori
Con tutto il rumore,
Il mondo arrabbiato
Che ha dimenticato
Come si fa per star bene.
Mi immergo
In questo blues e
Ti ritrovo amore mio.
A occhi chiusi ti immagino
Ancora qui,
Pieno dei tuoi
Sguardi tranquilli,
Pieno di questo
Splendido blues.
A occhi chiusi balliamo
Come in un vecchio film
Io e te queste note solitarie
…il mondo fuori….

Piera Grosso

Published in: on gennaio 31, 2021 at 07:01  Lascia un commento  

Parabola

Il bimbo guarda fra le dieci dita
la bella mela che vi tiene stretta;
e indugia – tanto è lucida è perfetta –
a dar coi denti quella gran ferita.

Ma dato il primo morso ecco s’affretta:
e quel che morde par cosa scipita
per l’occhio intento al morso che l’aspetta…
E già la mela è per metà finita.

Il bimbo morde ancora – ad ogni morso
sempre è lo sguardo che precede il dente –
fin che s’arresta al torso che già tocca.

«Non sentii quasi il gusto e giungo al torso!»
Pensa il bambino… Le pupille intente
ogni piacere tolsero alla bocca.

GUIDO GOZZANO

Published in: on gennaio 30, 2021 at 07:43  Lascia un commento  

Non c’è più cornuto di chi non vuol sapere

Io vaneggio

Tu corneggi

Egli mente

Noi ignoriamo

Voi banchettate

Essi schifano

 

Maria Attanasio

Published in: on gennaio 30, 2021 at 07:25  Lascia un commento  

18 Marzo 2017

Tu aspettavi le rondini in quel letto

d’ospedale che là  non eran ancor tornate

e nell’attesa parlandone a fatica sorridevi

e mi dicevi vuoti ricordo che eran quei

nidi grigi sotto di casa il cornicione

grigio quando quel giorno il due di febbraio

qui mi han ricoverata guarda stasera e doman

che è il giorno dell’onomastico tuo fammi

sapere, auguri mi dicesti, no le rondini

ancor non eran tornate vuoti eran  quei nidi

ma dopo pochi giorni in ciel vi fu il tuo volo

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 30, 2021 at 06:53  Lascia un commento  

Noi

Non m’impedire d’essere fanciullo,
di guardare con occhi stupefatti
le vie d’ogni vivente sulla terra.
Non m’impedire di peregrinare
in cerca di qualcosa che sia mio
senza toglierlo ad altri, d’ammirare
le stelle, i fiori, i campi arati, il mare,
d’immaginare amori fra sardine,
vele nel vento, pace d’animali
che covan con amor la loro prole,
che scrivono poesie senza parole.

Non imbrigliare il mio diritto a esistere
fuori dal coro, come un aquilone
fra mare e cielo, o come ape operaia
in uno sciame, senza toglier nulla
a chi ama l’ombra od a chi cerca il sole.

Non scriver mio, né proprietà privata
sul cibo, l’istruzione, la salute,
la religione, l’arte, la bellezza.
Ricordati: NOI siamo; NOI esistiamo!
E se trovi conforto nell’abbraccio
dell’universo o d’una sua creatura,
come allo stadio balla, esulta, vola,
dividi col vicino l’entusiasmo
dei gol che fa per noi madre natura.

Versa amor nel bicchiere di chi è solo,
spandi amor negli spazi tra le stelle.

Santi Cardella

Published in: on gennaio 29, 2021 at 07:41  Comments (1)  

Sulle scale

Mentre scendevo l’ignobile scala,
tu entrasti dalla porta e per un istante
vidi il tuo volto sconosciuto e tu vedesti me.
Subito mi nascosi per non farmi vedere di nuovo e tu
passasti rapido nascondendo il volto
e ti infilasti nell’ignobile casa
dove non avresti trovato il piacere,
così come non l’avevo trovato io.
Eppure l’amore che volevi io l’avevo da darti,
l’amore che volevo – me l’hanno detto i tuoi occhi
stanchi e ambigui – tu l’avevi da darmi.
I nostri corpi si avvertirono e si cercarono,
il sangue e la pelle intuirono.
Ma noi, turbati, ci eclissammo.

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

Published in: on gennaio 29, 2021 at 07:38  Lascia un commento  

Dipendo da te

Dipendo da te

da te aspetto sempre il meglio vita!

Attendo oggi il mattino

e il tramonto per domani…

Ciò che ancora puoi offrirmi

cade nel torrente del tempo?

Ti accavalli ai sassi e tra i gorghi

sfinisci la luce…

Forse il tanto che puoi dare

è scorrermi nelle vene come il mare?

O nel tempio del cuore battente

come campana d’amore?

 

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 29, 2021 at 07:21  Lascia un commento  

Autunno sul lago

Lungo la sponda solitario vado
nell’autunno che piange di tristezza.
Onde leggère sulla bruna terra
mista di sassi frangono un sospiro.
Nel cuore scuro di quell’acqua livida
del plumbeo cielo si riflette il grigio
ed il fulmine scocca l’agghiacciante
ala d’argento sul liquido specchio.
Dove l’estate ridente garriva
s’ode il lamento di nude terrazze
e lungo i viali silenti e deserti
gemono foglie tremanti nel vento.
Dove nel sole ridevan le case
pallidi muri stan con gli occhi chiusi
e, senza voci, nell’aria i giardini
gettano invano residui profumi.

Dove la strada s’incurva e si snoda
guida il mio passo l’usato richiamo.
Muta è la villa dov’ella viveva,
chiusa al mio sguardo, vicina e lontana.
Senza parole, nell’aria che imbruna,
chiamo piangendo il mio sogno svanito.
Tutto è silenzio. Su dall’alto eppure
occhieggia un ciuffo rosato di fiori
rimasto là, sul proteso balcone,
come risposta ad eterno richiamo.
Aggancia l’occhio il rorido colore
che nel mio solitario andare porto
per vane strade deserte di gioia,
in quest’autunno senza luce e amaro.

LEA LUZZATTI SEGRE

Published in: on gennaio 28, 2021 at 07:34  Lascia un commento