Anelito

Tu nuda, languida carne
Amplesso di luna piena,
accetta il mio delirio.
Apriti anima mia,
fammi entrare in te,
dandomi il tuo ardore.

E ciò che sgorgherà
dalla tua voce,
sarà un gemito
pieno di languore.
Mentre la mia carne
esploderà per te

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 1, 2021 at 07:48  Comments (1)  

Sono tuo

Ho conservato il topazio dell’infanzia

ne ho pieni i palmi,

e di conchiglie aguzze.

Che possano toccarmi nel sangue

senza guerra, nel cuore di cerusico acerbo.

Sono tuo, sia padre, madre, o uomo imperfetto

un olmo in grazia, un timido veliero di carta

tra impetuose, ondate d’acqua verde pianura.

Sono tuo, lagnoso come il vento talvolta

febbre al labbro.

Sono l’ammasso d’alberi che a piedi nudi sali

il parto delle foglie macache. Vieni presto

ho lune nei miei occhi mai state più pulite.

 

Massimo Botturi

Published in: on gennaio 1, 2021 at 07:45  Lascia un commento  

Washington Mc Neely

Rich, honored by my fellow citizens,
The father of many children, born of a noble mother,
All raised there
In the great mansion-house, at the edge of town.
Note the cedar tree on the lawn!
I sent all the boys to Ann Arbor, all the girls to Rockford,
The while my life went on, getting more riches and honors—
Resting under my cedar tree at evening.
The years went on.
I sent the girls to Europe;
I dowered them when married.
I gave the boys money to start in business.
They were strong children, promising as apples
Before the bitten places show.
But John fled the country in disgrace.
Jenny died in child-birth—
I sat under my cedar tree.
Harry killed himself after a debauch,
Susan was divorced—
I sat under my cedar tree. Paul was invalided from over study,
Mary became a recluse at home for love of a man—
I sat under my cedar tree.
All were gone, or broken-winged or devoured by life—
I sat under my cedar tree.
My mate, the mother of them, was taken—
I sat under my cedar tree,
Till ninety years were tolled.
O maternal Earth, which rocks the fallen leaf to sleep!

§

Ricco, onorato dai miei concittadini,
padre di molti figli, nati da nobile madre,
tutti cresciuti là
nella grande casa, in prossimità della città.
Guardate l’albero del cedro sul prato.
Mandai i ragazzi a studiare a Ann Arbor, le ragazze a Rockford,
mentre la mia vita continuava, con sempre più ricchezze e più onori
riposando sotto il cedro la sera.
Passarono gli anni.
Mandai le ragazze in Europa;
diedi loro una dote quando si sposarono.
Diedi soldi ai ragazzi per avviarli agli affari.
Erano figlioli forti, promettenti come mele
prima che mostrino il morso del baco.
Ma John abbandonò il paese, rovinato.
Jenny morì di parto-
io sedevo sotto il mio albero di cedro.
Harry si uccise dopo una bisboccia,
Susan divorziò-
io sedevo sotto l’albero di cedro.
Paul si ammalò per troppo studio,
Mary si chiuse in casa per amore di un uomo-
io sedevo sotto il cedro.
Erano tutti finiti, o con le ali spezzate o divorati dalla vita-
io sedevo sotto il cedro.
La mia compagna, la loro madre, mi fu tolta-
io sedevo sotto il cedro,
finché rintoccarono i novant’anni.
O madre Terra, che culli e addormenti la foglia caduta!

EDGAR LEE MASTERS

Published in: on gennaio 1, 2021 at 07:15  Comments (1)