Nel mio povero sangue

Nel mio povero sangue qualche volta
fermentano gli oscuri desideri.
Vado per la città solo, la notte;
e l’odore dei fondaci, al ricordo,
vince l’odor dell’erba sotto il sole.
Rasento le miriadi degli esseri
sigillati in se stessi come tombe.
E batto a porte sconosciute. Salgo
scale consunte da generazioni.
La femmina che aspetta sulla porta
l’ubriaco che rece contro il muro
guardo con occhi di fraternità.
E certe volte subito trasalgono,
nell’andito malcerto in capo a cui
occhi di sangue paiono i fanali,
le mie nari che fiutano il Delitto
Mi cresce dentro l’ansia di morire
senza avere il godibile goduto
senza avere il soffribile sofferto
La volontà mi prende di gettare
come un ingombro inutile il mio nome.
Con per compagna la Perdizione
a cuor leggero andarmene pel mondo.

CAMILLO SBARBARO

Published in: on gennaio 2, 2021 at 07:22  Comments (1)  

La poesia perduta

Di Quasimodo e Ungaretti
dei poeti il mondo è pieno,
che ahimè pensan, poveretti,
sia la metrica l’osceno.

Fanno ermetica poesia,
che va ad evocar pensieri
forse noti solo a zia,
ma sconoscon l’Alighieri.

Questi scrivon, fischiettando,
cose oscure alla lettura
e così vanno rubando
tempo a chi cerca misura.

Ma poesia, come ogni arte,
del sentir deve informare;
non si truccano le carte,
pel lettore gabellare !

Son Quasimodo e Ungaretti,
e pur Saba e pur Montale,
dai Poeti i prediletti
per cultura ch’è epocale.

Perciò cari commedianti,
prima di sporcar facciate
con dei versi disarmanti,
ore a studio dedicate !

Piero Colonna Romano

Published in: on gennaio 2, 2021 at 07:06  Comments (2)  

Il Natale di chi?

Penso a quel neonato

che morì sulla Croce

33 anni dopo esser nato

e che nei suoi ultimi 3 anni

forte fece udire la sua voce.

Ora chi più mai l’ascolta?

S’è cominciato a togliere

il Crocifisso dalle scuole

per non dover contrariare

chi ad altre religioni crede

e non lo vuol guardare.

Così il suo bel Natale 

certo si festeggia ancora 

ma senza alcun presepe. 

Resta per tradizione

una festa di famiglia

pur se la Sua nascita

non desta più meraviglia.

C’è l’abete che di luci brilla.

La slitta di Babbo Natale

che nella notte scintilla

da Rovaniemi colma di doni

sia per bambini capricciosi

così come per quelli buoni.

Ma a Lui io penso ancora

e Lo prego che guardi quaggiù

perché il Covid svanisca fin d’ora……

Buon compleanno caro Gesù!

 

Danila Oppio

Published in: on gennaio 2, 2021 at 06:54  Comments (3)