Lo spiraglio

L‘anno vecchio arido

vacilla

con dentro il cuore

il peso di peccati

fino agli ultimi passi

di cammino,

panico nelle strade,

paura del respiro,

l’amore detenuto

nel cuore del pensiero

traspare frastornato

dietro mimica amara

di bacetti

che volano sospesi

dalle dita

accostate al soffio

di bambini.

Nei vicoli sofferti

dove straripa il peso

stillano le candele

lacrime ancora accese,

le fiamme penitenti

si accostano a preghiere

velate da singhiozzi,

e sonnoveglia assorti

allungano le ore

con i pensieri muti …

ma giunge l’anno inedito

a passi renitenti,

sbotta velato pallido

nel greto del dolore

e lascia intravedere  

dietro coltri di nubi,

lo spiraglio.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on gennaio 12, 2021 at 07:49  Lascia un commento  

Il giornale

EL GIORNAL

Parole de me nona:
te digo che ‘l giornal
l’è come en musso,
el porta tuto quel
che i vol cargarghe
adosso.

Pensava da bociassa:
me nona l’à sbalià
volendo savér massa

ma dopo ò constatà
che quela de me nona
pensando mal, da dona,
l’era la verità.

§

Parole di mia nonna:
ti dico che il giornale
è come un somaro,
porta tutto quello
che vogliono caricargli
addosso.

Pensavo da bambino:
mia nonna ha sbagliato
per far vedere di saperla lunga

ma poi ho constatato
che quella di mia nonna
pensando male, da donna,
era la verità.

Bruno Castelletti

Published in: on gennaio 12, 2021 at 07:23  Lascia un commento  

Stelle cadenti

Strisciano pe ‘l sereno
Di novembre i fugaci
Bolidi: e come un’aurea
Continua pioggia di morenti faci
Riga, riga a la notte umida il seno.
Mira da la casetta
Scura il villan stupito,
E, divine ire e flebili
Mostri leggendo, con pietoso rito
Segna la fronte, e il finimondo aspetta.
Cadete, ignei frantumi,
Per l’alte ombre; cadete
Negli obliosi baratri
Quanti ancor su le menti imperio avete,
O meteore di fosche anime, o numi!
A che le ciglia inarchi,
O turba rea, che invadi
Gli altari ultimi, e traffichi
La terra e il ciel? Tu pure, ecco, già cadi,
E il purpureo con te stuol de’ monarchi.
Tutti voi preme, tutti
Eterno esizio, o biechi
Mostri d’error: precipita
Forza scossa di senno; e contro a’ ciechi
Adamastorri il Ver lancia i suoi flutti!
Ma generosa e chiara
Vendetta, ancor che tardi,
Ma onor di non degenere
Prole e vittoria, o del pensier gagliardi
Martiri, a voi la nova età prepara.
Venite, aurei bagliori;
Cadete, idoli orrendi:
Il sole e il Ver trionfano.
Salve, o bel sole che le cose accendi;
Salve, o Scienza, che redimi i cori!

MARIO RAPISARDI

Published in: on gennaio 12, 2021 at 06:58  Lascia un commento