Il sognatore

Non è lo sguardo attento dell’esploratore

a scoprire nuovi mondi,

ma quello distratto e spaesato del sognatore accanito.

 

Simone Magli

Published in: on gennaio 20, 2021 at 07:05  Comments (1)  

Neve

Scende la neve su la terra madre,
placidamente. E lei bianca riceve
la terra ne’ suoi giusti ozi, da poi
che all’uomo copia di frutti ha partorito.
Guarda il bifolco splendere a’ sudati
campi la neve, mentre siede al desco;
e a lui dal cuor la speme e dal bicchiere
sorride la primizia del vino.
Scendi con pace, o neve; e le radici
difendi e i germi, che daranno ancora
erba molta agli armenti, all’uomo il pane.
Scendi con pace, sì che, al novel tempo,
da te nutriti, lungo il pian ridesto,
corran qual greggia obbedienti i fiumi.

GABRIELE D’ANNUNZIO

Published in: on gennaio 20, 2021 at 07:05  Comments (1)  

Quella data dell’11 marzo 2020

Era l’11 marzo del 2020,  le strade vuote, i negozi chiusi.

La gente si barricava come col coprifuoco in tempo di guerra.

E quel giorno mia madre compiva 100 anni ma non potevo recarmi ad abbracciarla.

Alla Casa per Anziani proibirono l’entrata.
La primavera di tutto questo non sapeva nulla.
I fiori iniziavano a sbocciare, il sole a splendere, e tornarono le rondini.
Era l’11 marzo 2020. Furono chiuse le scuole, le Università.

I giovani studiavano a casa.
Fu l’anno in cui si usciva solo per fare la spesa.
Dopo poco chiusero tutto,
 anche gli uffici e le aziende.
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini.
Non c’era spazio per tutti negli ospedali e la gente continuava ad ammalarsi.
Era l’11 marzo del 2020. Tutti furono messi in quarantena obbligatoria. Dai nonni ai nipoti, senza scampo.
Allora la paura diventò reale, i giorni scorrevano tutti uguali.
Ma la primavera non lo sapeva 
e le rose tornarono a fiorire.
Fu l’anno in cui si capì l’importanza di star bene, e degli affetti veri, l’anno in cui il mondo sembrò fermarsi, e l’economia andare a picco.
Ma la primavera non lo sapeva
e i fiori lasciarono il posto ai frutti.
E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo davanti alla tv e il Primo Ministro a reti unificate, informò che l’emergenza era finita.

Che il virus aveva perso. 
Che gli italiani tutti uniti avevano vinto.
E allora uscimmo per strada piangendo di gioia.
Senza mascherine e guanti, abbracciando chi s’incontrava, come fosse un fratello.
E fu così che l’estate arrivò. Perché la primavera non lo sapeva
e aveva continuato a esserci…
Nonostante tutto, nonostante il virus,
nonostante la paura.
Nonostante la morte.
La primavera non lo sapeva.

Eppure… riuscì a insegnarci la forza della vita.

Danila Oppio

Published in: on gennaio 20, 2021 at 06:53  Comments (3)