Autunno sul lago

Lungo la sponda solitario vado
nell’autunno che piange di tristezza.
Onde leggère sulla bruna terra
mista di sassi frangono un sospiro.
Nel cuore scuro di quell’acqua livida
del plumbeo cielo si riflette il grigio
ed il fulmine scocca l’agghiacciante
ala d’argento sul liquido specchio.
Dove l’estate ridente garriva
s’ode il lamento di nude terrazze
e lungo i viali silenti e deserti
gemono foglie tremanti nel vento.
Dove nel sole ridevan le case
pallidi muri stan con gli occhi chiusi
e, senza voci, nell’aria i giardini
gettano invano residui profumi.

Dove la strada s’incurva e si snoda
guida il mio passo l’usato richiamo.
Muta è la villa dov’ella viveva,
chiusa al mio sguardo, vicina e lontana.
Senza parole, nell’aria che imbruna,
chiamo piangendo il mio sogno svanito.
Tutto è silenzio. Su dall’alto eppure
occhieggia un ciuffo rosato di fiori
rimasto là, sul proteso balcone,
come risposta ad eterno richiamo.
Aggancia l’occhio il rorido colore
che nel mio solitario andare porto
per vane strade deserte di gioia,
in quest’autunno senza luce e amaro.

LEA LUZZATTI SEGRE

Published in: on gennaio 28, 2021 at 07:34  Lascia un commento  

Il peso del vento

Non ha radici il vento

fluttua dalla notte dei tempi

straripa nel mare della saggezza

e modella nuove sculture

che si confondono al chiarore del giorno

non ha radici il vento

canta la canzone eterna del cuore

vibra su polpastrelli accesi di luce

sferza valli e montagne

ripaga il sogno dei bambini erranti

gioca con le campanule ebbre d’acqua

cala pietoso sul mare straziato di corpi esangui

e ti lascia una flebile domanda sulle labbra

ti lascia il peso della coscienza

per ricominciare a sperare

per tornare a vivere

nell’armonia di un sogno

chiamato uomo di pace

 

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 28, 2021 at 07:32  Comments (4)  

E poi l’amore

Quando a percorrere la vita inizi,
vagabondi per strade sconosciute,
mentre, fra numerosi precipizi,
incerto cerchi verità assolute.

Caleidoscopio di sogni arlecchini,
laddove, aimè, non trovi mai l’immenso,
ma spesso il nulla sparso di lustrini
dove tutto ti appare senza senso.
Nulla che indichi la via e faccia luce,
mentre bussi con la mano stanca
a ogni porta, che sempre ti conduce
ad intrigarti in un’afflitta lanca.
Ma poi un profumo ti entra nelle vene
fra intense melodie ecco la luce,
che spezza del tuo cuore le catene
e in un giardino il tempo tuo conduce.
L’amore esce dall’ombra dei tuoi sogni
col volto di una dolce creatura
ora di nuovi giorni tu abbisogni

per dissetar quella costante arsura.
È un miracolo che dal cuor stupito
le tante lacrime prosciuga e svelle,
ogni tuo pensiero ora è schiarito
da un cielo ch’è un luccichio di stelle.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 28, 2021 at 07:05  Lascia un commento