Ricetta per esprimere il volo degli uccelli

Fate a pezzi le gabbie
disfate i roccoli
date fuoco alle panie
miracolate i fringuelli
abolite i richiami e il vischio
seminate il cielo di miglio
forzate i sonni dei musei
con le finestre, e aria
al nibbio impagliato sottovetro
finché s’impenni…
Li guardo volare
ma la parola è rimasta indietro.

NELO RISI

Published in: on febbraio 28, 2021 at 07:40  Lascia un commento  

Brividi d’amore

Cuore voglioso

che mi vegli accanto

nei sogni

fino all’alba di domani

le tue parole dolci,

onde velate

mettono in chiaro

vincoli assetati

di quelle notti floride

dove gli ultimi raggi

di speranza

sono affogate

nel profondo mare,

la tua poesia nuda

della vita

trova facile ascolto 

nei ricorsi di stelle

dietro nubi,

si presta all’uso anonimo

ed elargisce

brividi d’amore

mostrandosi assenziente

dietro i lumi.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 28, 2021 at 07:34  Lascia un commento  

Sole guerriero

Tenace combattivo guerriero,
si è fatto strada in un cielo
cupo grigio denso di nubi.
Alla fine è apparso ai miei occhi.
Una pallina scialba pallida,
tanto da assomigliare alla luna.
Sorrisi dentro di me
Ma era giorno!
E lui era il mio sole!
Ancora una volta vittorioso,
ad illuminare questo mondo malato.
Con la sua luce di speranza

Sandra Greggio

Published in: on febbraio 28, 2021 at 07:31  Lascia un commento  

Un giorno

UN JOUR

Un jour
Il y aura autre chose que le jour
Une chose plus franche, que l’on appellera le Jodel
Une encore, translucide comme l’arcanson
Que l’on s’enchâssera dans l’oeil d’un geste élégant
Il y aura l’auraille, plus cruel
Le volutin, plus dégagé
Le comble, moins sempiternel
Le baouf, toujours enneigé
Il y aura le chalamondre
L’ivrunini, le baroïque
Et tout un planté d’analognes
Les heures seront différentes
Pas pareilles, sans résultat
Inutile de fixer maintenant
Le détail précis de tout ça
Une certitude subsiste : un jour
Il y aura autre chose que le jour.

§

Un giorno
Ci sarà una cosa diversa dal giorno
Una cosa più franca, che si chiamerà lo Jodel
Una ancora, traslucida, come la pece greca
Che ci si incastrerà nell’ occhio con mossa elegante
Ci sarà l’aura-orecchio, più crudele
Il mollusco, più libero
Il soffitto meno eterno
Il  baouf sempre innevato
Ci sarà la quercia-galera
Ci sarà il fuoco-bambino, il baroico
E tutta una piantagione di cose simili
Le ore saranno differenti
Non le stesse, senza risultato
È inutile fissare adesso
I dettagli precisi di tutto ciò
Una certezza sussiste: un giorno
Ci sarà un’altra cosa che il giorno.

BORIS VIAN

Published in: on febbraio 27, 2021 at 07:30  Lascia un commento  

Amore

Forse le fantasie
meritano risposte che ho dimenticato
calcando una realtà
più semplice più dura
Eppure amore guida
la vita lottata
la pena vissuta accarezzata
E ancor oggi fantastico
dell’arcobaleno
mi faccio corona
perché più bella più viva
mi trovi l’amore
non senta il passo pesante
non veda i capelli già bianchi
il viso sciupato dal pianto
di tutta una vita
Solo l’amore fa vivere a lungo
coprendo la terra fiorita
con mani già cave
che colmo di sogni e ricordi
e niente distruggo
se il cuore continua ad amare

Giuliana Angeli

Published in: on febbraio 27, 2021 at 07:06  Comments (2)  

Tre haiku

Il sole sorge
la vita in attesa
occhi di sole

§

Sospeso pensiero
il ciliegio è in fiore
è l’amore

§

Zagare profumate
giardino in fiore
essenze sospese

 

Maristella Angeli

Published in: on febbraio 27, 2021 at 06:55  Comments (2)  

Il cuore di pietra

Il caro amico Aurelio Zucchi ci ha fatto un regalo: è un suo breve racconto, un’esperienza dell’animo che desidera condividere con tutti noi e che siamo felici di ospitare tra le pagine del Cantiere. Naturalmente il brano sarebbe  comunque troppo lungo per figurare come post sul nostro sito, per cui, analogamente a quanto fatto in precedenza con lavori di altri nostri amici, vi invito a “linkare” l’indirizzo qui sotto, dove troverete immediatamente il racconto. Vi auguro una buona lettura, e ringrazio l’amico poeta per il suo dono, complimentandomi per le sue doti espressive e la sua finezza narrativa. 

Il Cantiere

IL CUORE DI PIETRA di Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 26, 2021 at 19:11  Lascia un commento  

Di marzo

Di marzo sí vi do una peschiera
di trote, anguille, lamprede e salmoni,
di dèntici, dalfini e storioni,
d’ogn’altro pesce in tutta la riviera;
con pescatori e navicelle a schiera,
e barche, saettie e galeoni,
le qua’ vi portino a tutte stagioni
a qual porto vi piace alla primiera ;
che sia fornito di molti palazzi,
d’ogn’altra cosa, che vi sie mestiero,
e gente v’abbia di tutti sollazzi.
Chiesa non v’abbia mai né monistero;
lasciate predicar i preti pazzi,
ché hanno assai bugie e poco vero.

FOLGÒRE DA SAN GIMIGNANO

Published in: on febbraio 26, 2021 at 07:26  Lascia un commento  

Attenti al buffone!

(A volte ritornano)

 

D’un’ etica aggiornata il portatore
di merda ha ricoperto il mio paese.
Da stipendiati servi fu appoggiato,
la mente di noi tutti ha obnubilato.

Prebende a destra e manca egli ha elargito
e in testa v’è romana e santa chiesa
che chiude gli occhi e pur le orecchie tappa.
E’ duro rinunciare a tanta pappa !

Trovavan posizione in chiuse case
eserciti di donne compiacenti
oggi, per il voler di quel buffone,
del parlamento occupan poltrone.

Ma pare che il giochino sia finito
e il decaduto ras a pena muove.
Ritornerà in ricchi suoi castelli
e i cieli torneranno un po’ più belli.

Ma le macerie di quest’era infame
ardua fatica son per chi s’appressa.
Dover scartare e poi ripristinare
un’era intera tutta da scordare.

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 26, 2021 at 06:59  Lascia un commento  

Blossom

Abbandonato da tempo il corpo osceno

finisco i miei bocconi in un elemento azzurro.

Ma non è proprio il culto dell’acqua che racconto:

avvolto intorno a un albero come un pensiero ottuso

io grido del malore dei vecchi, dell’incontro

col Dio che ha fatto briscola nel giorno del giudizio.

Torno all’essenza che alcuno chiama amore

perché l’odore fanciullo lì si eleva.

Paura di morire ce n’è, ma succhio il labbro

assolvo la mia lingua, ch’è essenza di una rosa.

 

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 26, 2021 at 06:55  Lascia un commento